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20.04.09
(Sol 1862) – CRATERE IN VISTA
Un provvidenziale vento
ha spolverato nuovamente i pannelli solari di Opportunity consentendogli d’avere
maggiore energie elettrica. Questa provvidenziale iniezione di energia ha
permesso al rover di accelerare il passo verso la lontana meta del cratere
Endeavour ancora distante 12 km ma che è già in vista ed è stato
fotografato. Il viaggio è però ricco di scoperte interessanti, come il
ritrovamento di diversi piccoli crateri. Dai dati forniti dai rover questi
“buchi nella polvere” sono di formazione molto recente, se per recente
calcoliamo dai 10.00 ai 100.000 anni e sembrano essere molto comuni su Marte, a
giudicare da quanti ne hanno scoperti fin d’ora.
Opportunity poi si è
soffermato ad analizzare una interessante roccia isolata, ed un particolare
mini-affioramento chiamato Penrhyn. Opportunity, cha dopo cinque anni su
Marte ha percorso ben 15300 metri, sta compiendo la sua traversata muovendosi
alternativamente in avanti e all’indietro, per avere il meno attrito possibile
su di una ruota che già da tempo sta mostrando segni di una probabile blocco. I
segni di questo pericolo di prossima avaria, sono rilevati dalla telemetria
quotidiana dello stato del robot che segnala già da tempo un anomalo aumento di
consumo di energia elettrica, il che implica che il motore fatica a far muovere
la ruota o viceversa il motore ha dei problemi a girare, probabilmente perché la
finissima ed adesiva polvere marziana è penetrata nei cuscinetti. Ogni ruota è
dotata di un singolo motore elettrico che non può essere svincolato dalla ruota
stessa, questo particolare costruttivo ha comportato problemi ai rover in quanto
se una ruota va in avaria resta bloccata forzando i rover a trascinarla ed
impedendo un corretto avanzamento. Proprio per questo i prossimi rover marziani
avranno i motori sganciabili dalle ruote
(Copyright
testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it - immagini
NASA/JPL)
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