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da Meridiani Planum
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20.01.05 (Sol 353) E' un meteorite!
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La piccola pietra (circa trenta centimetri di diametro), chiamata "Heat Shield Rock", perché si trova a poche decine di metri dei resti dello scudo termico che ha protetto il rover nella sua fiammeggiante discesa verso Marte, ha immediatamente attratto gli scienziati per la sua curiosa porosità che faceva presagire avesse subito un notevole riscaldamento inglobando nel contempo gas, che durante il processo di raffreddamento, è fuoriuscito in bolle che ne hanno bucherellato la superficie. La sorpresa del ritrovamento è stata enorme, infatti nessuno si sarebbe aspettato che gli strumenti di Opportunity si sarebbero potuti appoggiare su qualcosa che no fosse roccia marziana. Le prime speculazioni che si trattasse i un meteorite erano giunte dalle analisi del MiniTes che aveva indicato una forte presenza di ferro nella roccia. In seguito gli altri strumenti del rover hanno confermato la sua natura metallica. Ora nuovi interrogativi si presentano ai ricercatori. A giudicare dall'assenza di un cratere da impatto, ci si chiede come sia possibile che il meteorite sia precipitato sulla superficie senza causare una buca, a meno che non sia caduto durante un periodo nel quale l'atmosfera era così densa da permettere alla roccia di "planare" sulla superficie. Se così fosse sarebbe antichissima ma essendo quasi completamente di ferro per quale motivo non è anche completamente arrugginita, così come buona parte del pianeta? A questi interrogativi forse si potrà rispondere con il ritrovamento di altri oggetti simili. Il JPL ha infatti comunicato che ora che si sa cosa cercare è possibile che nei dintorni vi siano altre riocce simili, e già ci si sta guardando intorno. (Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it)
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Images and additional information about the project are available from JPL at http://marsrovers.jpl.nasa.gov
and from Cornell University, Ithaca, N.Y., at http://athena.cornell.edu .