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26.12.05 (sol 683) – Valutando la posizione del braccio
Sbloccato
il “braccio”,
i "ragazzi" del JPL che controllano il rover, continuano a investigare sulle cause che avevano bloccato lo strumento
nella sua posizione di riposo, ripiegato sotto i pannelli solari. Durante i
collaudi a terra, i tecnici avevano già utilizzato i rover con il
braccio esteso proprio per valutare una anomalia come questa. Ora si tratta di
ripetere - a distanza e su un altro mondo - le stesse prove perché la nuova
posizione non comprometta la mobilità e la stabilità di Opportunity. Il Braccio
sarà lasciato esteso in avanti con il “gomito” piegato a 90° in alto e con gli
strumenti sopra i pannelli solari. In questo modo lo si potrà utilizzare senza
muovere l’articolazione incriminata del blocco e che, probabilmente, soffre di
discontinuità nell’alimentazione dovuta all’usura di uno dei cavi di
alimentazione del suo motore interno. Se il braccio si dovesse bloccare anche in
questa posizione non lo si potrà più utilizzare.
Naturalmente i test sul braccio non hanno impedito al rover di effettuare una
serie di analisi dell’area, con riprese fotografiche del cratere Erebus,
e l’analisi dell’affioramento stratificato su targhet
“Bellemont”,
“Williams” e “Ted”, dove sono stati ampiamente utilizzati gli
strumenti del braccio robotico. Ora l’avventura verso il grande cratere
Vostok continua, ma i segni della vecchiaia che hanno colpito il rover
iniziano a preoccupare i “ragazzi” che controllano Opportunity da due anni qui
sulla Terra.
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