OPPORTUNITY

da Meridiani Planum

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05.08.05 (sol 544) - DUNE FREDDE

 

Opportunity ha raggiunto l'area dei grandi affioramenti che si trovano lungo la via per il cratere Erebus.

I sedimenti appaiono molto interessanti e ricordano i fanghi secchi poligonali che abitualmente vediamo nelle zone più aride della Terra. Il rover si fermerà a studiare il sito con il RAT prima di proseguire.

Nel frattempo si continuano a studiare i dati raccolti dagli strumenti del rover sulla Duna del Purgatorio, per cercare di comprenderne la natura e cosa la renda differente dalle altre centinaia di dune gia superate, senza incidenti, dal rover.   (Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it)

 

 

     

Sol 543 - Opportunity incontra una vasta area di affioramenti sedimentari, resti preistorici del Mare Opportunity.

     
 

Questa immagine in falsi colori aiuta gli scienziati ad evidenziare la diversa natura della Duna del Purgatorio, profondamente scavata dalle ruote del rover nel suo primo e fallito tentativo di liberarsi.

     
 

L'analisi termica ha messo in evidenza che, diversamente delle altre, la cresta della Duna del Purgatorio è molto più fredda. Il motivo di tale differenza è al momento sconosciuto.

     
   

Durante i giorni di "prigionia" il rover non è certamente rimasto inoperoso, fra le altre osservazioni ve ne è una di carattere puramente nostalgico, la fotografia del nostro pianeta mentre "passa" nel cielo marziano. (il colore azzurro è evidente - il leggero allungamento nell'immagine è dovuto al tempo d'esposizione).

     
 

Panorama a 360° eseguito dal rover mentre si trovava imprigionato sulla Duna del Purgatorio, visibile vicino al rover sulla destra nella immagine.

     

 

In questa mappa del sol 524 si vede il cratere “Erebus” che dista a poche decine di metri da dove si trova ora Opportunity. Il nuovo percorso fino al cratere “Erebus” è stato calcolato con molta prudenza rimetteranno in atto tutte le procedure di sicurezza che erano state accantonate durante gli ultimi spostamenti veloci. Tali procedure erano sembrate inutili per attraversare il deserto che si stendeva di fronte al rover ma ora si ritornerà all’antico e si cercherà di non superare più creste sabbiose ma di seguire un percorso che possibilmente segua i crinali delle dune. Si impiegherà più tempo ma in questo modo si dovrebbe evitare nuovi insabbiamenti. Una volta raggiunto il cratere Erebus senza incidenti si decideranno nuovi obiettivi.

     

Images and additional information about the project are available from JPL at http://marsrovers.jpl.nasa.gov

and from Cornell University, Ithaca, N.Y., at http://athena.cornell.edu .