OPPORTUNITY

da Meridiani Planum

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30.03.04 (sol 64) - Nuovi misteri  per Opportunity

 

Dopo due giorni dalla sua uscita dal “nido”  gli specialisti americani hanno notato nelle immagini trasmesse a terra da Opportunity, la presenza di uno strano materiale chiaro spolverato sulla superficie come zucchero velo su di un dolce. L’orientamento e la disposizione generale di questo materiale, che si nota tutto intorno, è sicuramente dettato dalle correnti dei venti di zona, ma la particolarità del colore rispetto al resto del panorama ha attratto immediatamente gli scienziati. L’analisi di questo minerale, i cui risultati sono allo studio, ha preso tutto il sol 59 e 60 (sabato 27 e domenica 28 marzo), utilizzando gli strumenti posti sul braccio meccanico. In attesa che vengano ufficializzate le conclusioni delle analisi, i tecnici americani pensano che il materiale esaminato nella località chiamata “Mont Blanc”, sia comunque composto dalla stessa sabbia rossa che ricopre generalmente le pianure del pianeta. Indubbiamente guardando le immagini non si può non pensare alle nostre spiagge dove i sali mescolati all’acqua si depositano dopo la sua evaporazione. L’effetto sabbia poi è amplificato dopo che lo spettrometro Moessbauer viene spinto sulla superficie per effettuare le analisi del minerale. La pressione crea una forte coesione fra i granelli, una coesione chimica già notata in precedenza e comunque nota agli specialisti fin dai tempi dei Viking, che ricorda ai non addetti ai lavori lo stesso comportamento della sabbia bagnata sulla Terra. Con questo non affermiamo che la sabbia su Marte sia bagnata, ma comunque l’effetto è estremamente simile.

 

Il minerale chiaro (molto probabilmente rosso) che si vede sulla pianura nei dintorni di Opportunity. Le ruote del rover hanno portato allo scoperto il suolo sottostante la "crosta" che si sa è generalmente molto più scuro perché composto ma minerale più fine di quello sovrastante.

Il sito "Mont Blanc" sotto esame

Il microscopio ci mostra l'estrema finezza del materiale e la grande coesione fra i granelli.

Images and additional information about the project are available from JPL at http://marsrovers.jpl.nasa.gov and from Cornell University, Ithaca, N.Y., at http://athena.cornell.edu .