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Dopo due giorni
dalla sua uscita dal “nido” gli specialisti americani hanno notato nelle
immagini trasmesse a terra da Opportunity, la presenza di uno strano
materiale chiaro spolverato sulla superficie come zucchero velo su di un
dolce. L’orientamento e la disposizione generale di questo materiale, che si
nota tutto intorno, è sicuramente dettato dalle correnti dei venti di zona,
ma la particolarità del colore rispetto al resto del panorama ha attratto
immediatamente gli scienziati. L’analisi di questo minerale, i cui risultati
sono allo studio, ha preso tutto il sol 59 e 60 (sabato 27 e domenica 28
marzo), utilizzando gli strumenti posti sul braccio meccanico. In attesa che
vengano ufficializzate le conclusioni delle analisi, i tecnici americani
pensano che il materiale esaminato nella località chiamata “Mont Blanc”, sia
comunque composto dalla stessa sabbia rossa che ricopre generalmente le
pianure del pianeta. Indubbiamente guardando le immagini non si può non
pensare alle nostre spiagge dove i sali mescolati all’acqua si depositano
dopo la sua evaporazione. L’effetto sabbia poi è amplificato dopo che lo
spettrometro Moessbauer viene spinto sulla superficie per effettuare le
analisi del minerale. La pressione crea una forte coesione fra i granelli,
una coesione chimica già notata in precedenza e comunque nota agli
specialisti fin dai tempi dei Viking, che ricorda ai non addetti ai lavori
lo stesso comportamento della sabbia bagnata sulla Terra. Con questo non
affermiamo che la sabbia su Marte sia bagnata, ma comunque l’effetto è
estremamente simile.
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