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Durante la conferenza stampa del 19 febbraio gli scienziati hanno annunciato
che gli strumenti di Opportunity hanno trovato indizi di acqua salata
all'interno dello scavo, indizi rilevati anche da Spirit che si trova
dall'altra parte del pianeta. Se gli indizi saranno confermati dalle
prossime analisi la scoperta sarebbe di grande interesse scientifico, in
quanto il grado di salinità rilevato sarebbe in grado di mantenere l'acqua
allo stato liquido anche a temperature molto basse. Inoltre rappresenterebbe
il raggiungimento dell'obiettivo primario dei rover e cioè la prova
dell'esistenza di acqua negli strati sub-superficiali di Marte. Potrebbe
essere questa acqua a generare le leggere brine che si formano sul pianeta
stagionalmente.
Durante
l’esplorazione del 28 sol, Opportunity ha ripetutamente mosso il suo braccio
robotico, e gli strumenti sistemati sulla sua “mano” per eseguire molteplici
ispezioni della roccia "El Capitan" che si trova nell’affioramento posto
all’interno del cratere. Il rover ha fatto 46 fotografie con il suo
microscopio, alternandolo con i vari spettrometri alla ricerca della parte
più importante della pietra, parte che sarà esaminata dopo essere stata
“molata” dal RAT. Complessivamente il braccio ha manovrato per più di 25
minuti. Oggi, sol 30 Opportunity eseguirà la sua prima “molatura” su "El
Capitan".
La
foto sotto riportata ci mostra dove il team che guida Opportunity piazzerà
il RAT per la molatura."El Capitan" si trova nel largo affioramento che si
trova nelle vicinanze del lander e che è stato chiamato "Opportunity Ledge."
Il grafico sovrimposto all’immagine serve per centrare con precisione lo
strumento sulla pietra. Il cerchio blu mostra uno dei target di interesse
scientifico preso in esame dal team.
E’ importante che il RAT sia utilizzato su di una superficie relativamente
piana e prima di asperità, inoltre la roccia deve essere abbastanza grande
da poter ospitare in tutta la sua larghezza lo strumento, che consiste oltre
che della mola vera e propria anche dei sensori di prossimità. Infatti se il
RAT non fosse centrato con estrema precisione correrebbe il rischio di
scivolare via del target durante la fresatura. "El Capitan" prende il nome
da una montagna del Texas ma quì su Marte non è altro che una pietra alta
meno di 10 centimetri ma che esaminata all’interno potrebbe rivelarci alcuni
dei segreti del pianeta. |