OPPORTUNITY

da Meridiani Planum

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 03.03.04 - MERIDIANI PLANUM ERA UN MARE

 

 

<< ... Meridiani Planum un tempo ospitava un oceano ... non è detto che si sia formata la vita ma era sicuramente il posto giusto perché potesse apparire .... >>. L'annuncio mediatico è stato dato dalla NASA nella giornata di ieri. Un annuncio atteso da giorni dagli "addetti ai lavori" .

Come scritto ieri, e già anticipato dalla stessa NASA il 24 di febbraio, gli scienziati americani sono arrivati alla conclusione che Meridiani Planum, o comunque l'area in cui è atterrato Opportunity, ospitasse un tempo un grande lago salato, se non un vero e proprio mare. La notizia, che ha fatto molto scalpore negli ambienti "non scientifici" ( da qui l'esagerato risalto dato dai Media che si ricordano di questa missione solo quando devono vendere più copie), in realtà non è altro che della conferma di ipotesi decennali. Minerali di composizione simile sulla Terra si sono formati nell'acqua o dopo la loro formazione ne sono stati immersi per lungo tempo.

Le conclusioni sono il risultato delle prime analisi effettuate sull'affioramento che Opportunity ha fortunosamente scoperto nel suo luogo d'atterraggio. La somma delle analisi effettuate dagli spettrometri, al lavoro da settimane sulle rocce, hanno portato alla scoperta di una ricca presenza di solfati di ferro e magnesio, mentre le immagini della microcamera hanno mostrato l'apparente presente di cristalli all'interno delle rocce, tutte prove a favore  dell'acqua. Infatti, minerali di composizione simile a quelli analizzati su Marte, sul nostro pianeta si sono formati nell'acqua oppure, dopo la loro formazione, ne sono stati immersi per lungo tempo. Le rocce marziane potrebbero quindi essersi formate nella profondità di un lago, oppure dalla precipitazione ed aggregazione di sali. La presenza all'interno delle rocce delle sferule che, nella area di Opportunity si trovano sparse dappertutto, sopra e sotto la superficie stessa, ) fa ritenere si siano aggregazioni formatesi in presenza di acqua. E' proprio la loro presenza all'interno delle rocce a dare la risposta. Infatti se fossero dei "lapilli" di origine vulcanica (o da calore da impatto meteoritico) formati prima dell'affioramento, una volta inglobate nelle rocce questa ne avrebbero dovuto deformare gli stati, cosa che in realtà nelle immagini trasmesse da Opportunity non si vede.

Opportunity ha spalancato una finestra sul passato di Marte, ora si aspettano ulteriori conferme, anche da Spirit, ma se trovassimo dei fossili marziani li sapremmo veramente riconoscere?

 

 

I dati raccolti dallo spettrometro Moessbauer  ci mostrano l'alta presenza di un minerale ferroso chiamato Jarosite nella riccia "El Captain" I due picchi gialli mostrano una delle "fasi" della Jarosite che contengono acqua sotto forma di idrossili nella struttura del minerale stesso. Questa presenza suggerisce l'interazione dell'acqua nella formazione delle rocce.

La Jarosite fa parte dei cosiddetti biominerali e la sua presenza potrebbe portare ad implicazioni incredibili

   

 

        

Le striature e le stratificazioni su "El Captain", ma che coinvolgono tutto l'affioramento studiato da Opportunity, fanno pensare all'interazione con l'acqua o con correnti profonde

   

 

        

Questa microstruttura rilevata della microcamera sta letteralmente facendo "impazzire"  gli scienziati. Si tratta di una forma cristallina dovuta alla evaporazione dell'acqua oppure è qualcosa di più?

   

 

Images and additional information about the project are available from JPL at http://marsrovers.jpl.nasa.gov and from Cornell University, Ithaca, N.Y., at http://athena.cornell.edu .