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<< ... Meridiani Planum un tempo ospitava
un oceano ... non è detto che si sia formata la vita ma era sicuramente il
posto giusto perché potesse apparire .... >>. L'annuncio mediatico è stato
dato dalla NASA nella giornata di ieri. Un annuncio atteso da giorni dagli
"addetti ai lavori" .
Come scritto ieri, e già anticipato dalla
stessa NASA il 24 di febbraio, gli scienziati americani sono arrivati alla
conclusione che Meridiani Planum, o comunque l'area in cui è atterrato
Opportunity, ospitasse un tempo un grande lago salato, se non un vero e
proprio mare. La notizia, che ha fatto molto scalpore negli ambienti "non
scientifici" ( da qui l'esagerato risalto dato dai Media che si ricordano di
questa missione solo quando devono vendere più copie), in realtà non è altro
che della conferma di ipotesi decennali. Minerali di composizione simile
sulla Terra si sono formati nell'acqua o dopo la loro formazione ne sono
stati immersi per lungo tempo.
Le conclusioni sono il risultato delle
prime analisi effettuate sull'affioramento che Opportunity ha fortunosamente
scoperto nel suo luogo d'atterraggio. La somma delle analisi effettuate
dagli spettrometri, al lavoro da settimane sulle rocce, hanno portato alla
scoperta di una ricca presenza di solfati di ferro e magnesio, mentre le
immagini della microcamera hanno mostrato l'apparente presente di cristalli
all'interno delle rocce, tutte prove a favore dell'acqua. Infatti,
minerali di composizione simile a quelli analizzati su Marte, sul nostro
pianeta si sono formati nell'acqua oppure, dopo la loro formazione, ne sono
stati immersi per lungo tempo. Le rocce marziane potrebbero quindi essersi
formate nella profondità di un lago, oppure dalla precipitazione ed
aggregazione di sali. La presenza all'interno delle rocce delle sferule che,
nella area di Opportunity si trovano sparse dappertutto, sopra e sotto la
superficie stessa, ) fa ritenere si siano aggregazioni formatesi in presenza
di acqua. E' proprio la loro presenza all'interno delle rocce a dare la
risposta. Infatti se fossero dei "lapilli" di origine vulcanica (o da calore
da impatto meteoritico) formati prima dell'affioramento, una volta inglobate
nelle rocce questa ne avrebbero dovuto deformare gli stati, cosa che in
realtà nelle immagini trasmesse da Opportunity non si vede.
Opportunity ha spalancato una finestra
sul passato di Marte, ora si aspettano ulteriori conferme, anche da Spirit,
ma se trovassimo dei fossili marziani li sapremmo veramente riconoscere?
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