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 04.02.04 - IL MISTERO DELLE SFERULE

 

 

 

 

 

Questa immagine ripresa dalla HAZCAM frontale mostra il braccio del rover nella su posizione estesa mentre esegue le analisi del suolo. Attualmente il rover si trova a circa tre metri dalla "Columbia Memorial Station"

 

  Questa eccezionale immagine ravvicinata del suolo, ci mostra innumerevoli granuli di sabbia insieme ad enigmatiche sferule. l'immagine, eseguita durante il decimo SOL della missione, è stata eseguita dal microscopio digitale di Opportunity. L'immagine è larga 3 x 3 cm e la sfera in basso a sinistra è di circa 3 millimetri. (L'angolo blu è stato aggiunto dagli scienziati per segnalare che l'immagine è stata presa attraverso il filtro arancione)

 

Opportunity ha trasmesso la sua prima immagine ravvicinata del suolo di Meridiani Planum, o meglio del cratere in cui si trova, trovando oltre ai consueto granuli di sabbia anche delle "misteriose" sferule. << Sono caratteristiche mai rilevate prima su Marte, e al momento completamente sconosciute...  >> ha detto durante la conferenza stampa il Dr. Steve Squyres della Cornell University, (Ithaca, N.Y)., principal investigator degli strumenti scientifici montati sulle due Mars Exploration Rovers.

Secondo quanto detto dal  Dr. Ken Herkenhoff del U.S. Geological Survey's Astrogeology Team, (Flagstaff, Ariz.) e dal Dr. Hap McSween, dell'Università del Tennessee, le diversità di forme e di colori delle sferule, rilevate nelle immagini riprese attraversi i filtri, fanno sospettare che esse si siano formate in modi differenti, come l'accrescimento sedimentario intorno ad una particella microscopica, se era presente dell'acqua, oppure generate dalla verificazione di materiale siliceo attraverso eruzioni vulcaniche o dal calore dovuto all'impatto di una meteora, forse la stessa che ha generato il piccolo cratere, anche se con i movimenti di polveri che stagionalmente sconvolgono il pianeta questa ipotesi è estremamente bassa. Per meglio analizzare il terreno, comunque, si è deciso di non utilizzare la spazzola, ma di scavare una piccola fossa facendo ruotare una delle ruote frontale di Opportunity, tenendo ovviamente bloccatele altre cinque. Questo espediente consentirà di arrivare al suolo reale del sito.


Oltre alle immagini microscopiche, Opportunity ci ha trasmesso la prima mappa dei minerali presenti in superficie. I rilevamenti del Mini TES sono stati aggointi dai tecnici del JPL ad una immagine panoramica della zona. I colori indicano agli scienziati i differenti tipi di depositi presenti nell'area, permettendo loro l'identificazione. Nella immagine al microscopio la presenza di ematite era molto bassa, ma nella mappa si notano zone rosse ed arancione estremamente ricche di minerali ferrosi ossidati come l'ematite, al contrario di quelle verdi e blu dove i minerali sono assenti. In particolare si nota che dove sono passati gli airbags di Opportunity l'ematite superficiale è stata spazzata via. Allora i grandi depositi sono solo polverose rimesse di sabbia portate dalle tempeste, oppure troveremo vene di minerale nero? Inoltre lo spettrometro Mössbauer  ha trovato molta Olivina un minerale tipico delle aree vulcaniche, ma che si degrada facilmente in presenza d'acqua. Apparentemente l'area in cui si trova Opportunity è quindi un secco deserto dal milioni di anni?

Nonostante vi siano tre navicelle in orbita, (una da ormai dieci anni!) e ora due rover sulla superficie i  misteri di Marte si infittiscono, nonostante sempre nuovi elementi si aggiungono al puzzle della sua storia siamo ancora lontani dall'avere ancora una visione globale di quale sia stata la vita del pianeta cosa apparirà.

 

Images and additional information about the project are available from JPL at http://marsrovers.jpl.nasa.gov and from Cornell University, Ithaca, N.Y., at http://athena.cornell.edu .