SPIRIT

dal Cratere di Gusev

more news

 

08.03.09 (sol 1840) - SPIRIT GIRA INTORNO

 

Superato l’inverno e i numerosi problemi tecnici che lo hanno affitto, dovuti in massima parte all’accumulo di polvere sui pannelli solari, Spirit lascia l’altura vulcanica (delle dimensioni di un campo di calcio ed alta mediamente 1,5 metri dalla pianura sottostante) chiamata Home Plate, dove aveva trascorso il suo ultimo inverno, per raggiungere gli obiettivi che gli scienziati hanno previsto di studiare nel corso della prossima estate e che hanno chiamato Von Braun Goddard in onore ai due scienziati missilistici americani.

Dopo cinque ani passati su Marte, il rover si appresta quindi a riprendere una missione di studi geologici di enorme rilevanza se si tiene conto che la sua missione doveva durare solo tre mesi.

Grazie ad una provvidenziale spolverata ai pannelli solari da parte dei venti marziani (il 6 ed  il 14 febbraio) la macchina, ha ripreso nuovo vigore (elettrico) e con un 20% di energia in più (ora viaggia con circa 230 W/h rispetto ai 900 nominali di inizio missione) ha ripreso a funzionare nonostante i numerosi “acciacchi” dovuti all’usura ed alla vecchiaia.

Dalle immagini i due nuovi target , che si trovano a circa 200 metri dalla attuale posizione del rover, mostrano evidenti segni di un’interazione esplosiva fra lava vulcanica ed acqua e quindi il rover li analizzerà ottemperando alla sua direttiva primaria segui le tracce d’acqua. Il tragitto però non potrà essere diretto, infatti, dal 2006 il rover ha una delle cinque ruote bloccate e quindi non può superare tutti gli ostacoli, per questo si dovrà seguire una via alternativa molto più lunga che lo porterà a girare intorno a Home Plate, ma che gli consentirà, salvo altri problemi, di raggiungere senza troppe difficoltà il suoi obiettivi. Naturalmente strada facendo Spirit esaminerà ogni roccia che potrà sembrare interessante agli scienziati, alla ricerca di nuove conferme sulla presenza di silice un minerale che sulla Terra si forme alla presenza di pozza termali o fumarole di vapore, che sulla terra sono entrambe nicchie di vita. L’alta concentrazione di silice scoperta dal rover su Home Plate ha aumentato di molto la probabilità che su Marte si sia formata in aree simili una vita primordiale e quindi ha aumentato la probabilità che il pianeta abbia conosciuto la “vita”. Più tracce di silice troverà il rover durante il suo tragitto verso i nuovi obiettivi, più si allarga l’area delle pozze termali e quindi più grande è l’acqua coinvolta, le conclusioni sono ovvie. Per rilevare altri punti di interesse geologico/termale, il team che guida il rover è intenzionato di utilizzare lo spettrometro a raggi-X e quello ad emissione termica nonostante lo specchietto che riflette le emissioni/immagini sui sensori sia parzialmente coperto di polvere.

 

 

 (Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it)

 

 
 

A sinistra i pannelli spolverati

 

A destra la traccia della ruota bloccata che striscia nella polvere e al al centro nella foto una roccia porosa ricca di silice.

 

 

 Home Plate.

Images and additional information about the project are available from JPL at http://marsrovers.jpl.nasa.gov

and from Cornell University, Ithaca, N.Y., at http://athena.cornell.edu .