HOME PAGE

Back - MER 2003 HOME

21.01.04 - I MISTERI DEL SUOLO MARZIANO

I risultati delle prima analisi del terreno esaminato nei pressi di Spirit hanno creato nuovi interrogativi e dato alcune risposte sulla misteriosa coesione delle polveri depositate sul suolo marziano. Già precedenti immagini, di una area soggetta all'interazione con gli airbags che si sgonfiavano, zona poi chiamata "Magic Carpet". Gli scienziati avevano notato come la parte superficiale del terreno, sotto l'interazione dell'airbag era stata smossa in modo strano, come quando si spinge di lato un tappeto e questo si raggrinza. Questa misteriosa coesione è stata confermata dai risultati delle analisi compiute dagli spettrometri di Spirit. Le analisi hanno rilevato che lo strato superficiale del terreno adiacente al rover è prevalentemente composto da svariati ossidi di ferro, e da una notevole presenza di solfati e cloridrati. L'origine di questi minerali, che erano già stati rilevati nelle precedenti missioni Viking e Pathfinder, può essere sia di origine vulcanica, che derivare dall'evaporazione lenta di acqua. Gli scienziati pensano che questi i minerali interagiscano con gli ossidi ferrosi creando una sorta di attrazione fra i granelli di sabbia. Ciò renderebbe la superficie coesa e resistente, e questo potrebbe spiegare "Magic Carpet" e l'assoluta indifferenza alle pressioni esercitate dallo spettrometro Moessbauer quando è stato spinto  sul terreno, dal braccio meccanico per effettuare le analisi. Altro elemento rilevante è la massiccia presenza di olivina, un minerale che non resiste al dilavamento di acqua e che apparentemente ne indicherebbe l'assenza (in passato) in questa regione. Gli scienziati però sono molto cauti. Le analisi riguardano solo una piccola area nelle vicinanze di Spirit, ed è noto che le polveri su Marte sono soggette a periodiche tempeste che le spargono uniformemente su tutto il pianeta. E' quindi molto probabile che la sabbia esaminata si sia formata molto lontano dal Cratere di Gusev. Una prima risposta in tal senso si otterrà domani quando il JPL renderà pubblici i risultati delle analisi di "Adironderock" una roccia che con mota probabilità è nata all'interno del Cratere di Gusev,

   
       

Le microfotografie le trovate a questa pagina

  Le analisi sono state effettuate su una piccola area al centro della foto