SPIRIT

dal Cratere di Gusev

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08.08.04 – (sol 212) –LA “SALUTE” DI SPIRIT SI AGGRAVA

Spirit è giunto sull’affioramento denominato “Clovis” ma il rover ha presentato un nuovo problema tecnico che impedisce l’uso dei suoi strumenti di analisi. Da diversi sol l’interruttore che accende gli strumenti posti del braccio meccanico non ne vuol sapere di chiudersi e quindi tutto il “pacchetto” scientifico del rover è al momento fuori uso, telecamere escluse.

 

Allo scopo di cercare le cause e trovare una soluzione che possa permettere a questa magnifica macchina di continuare l’esplorazione delle colline, il team del JPL ha ridotto al minimo le sue attività, approfittandone per ricaricare la massimo le batterie. Le prime indicazioni, provenienti dalle prove eseguite sul rover da laboratorio, hanno dimostrato che probabilmente l’interruttore non si è chiuso per una “incomprensione” software dell’impulso d’accensione lanciato da Terra. Se così fosse si potrebbe trovare una semplice risoluzione al problema. Si tenga però presente che Spirit non potrà funzionare in eterno e che, come per il suo gemello Opportunity, ha comunque i giorni contati !

 

Il rover infatti funziona continuamente da oltre 200 sol, quasi il triplo del tempo per cui era stato progettato, ed avanza sulle colline muovendosi all’indietro a causa dell’avaria che ha colpito una delle sue ruote, che hanno accumulato oltre 3500 metri di rotolamento. C’è la consapevolezza che sofisticati componenti tecnici sol dopo sol si stanno deteriorando inesorabilmente, ed un guasto tecnico improvviso e grave che possa ammutolire per sempre il rover, è costantemente in agguato. Ciò non toglie che scienziati e tecnici, consapevoli della preziosità dei dati forniti in aggiunta alla missione primaria di 90 sol, sono disposti a lavorare giorno e notte per “curare” il rover per prolungare al massimo la sua “vita” e così continuare ad esplorare le Columbia Hills alla ricerca di una risposta al mistero dell’acqua del cratere di Gusev.

 

Già, perché seppur il cratere di Gusev dall’alto dell’orbita marziana, apparentemente, sembra essere stato il fondo di un grande lago, le analisi fornite da Spirit nei primi 90 sol di missione, non hanno dato le risposte che ci i aspettava. Al contrario la presenza di rocce basaltiche e olivina dimostra il contrario, e che comunque se c’è stata acqua questa vi stata per pochissimo tempo. L’esame delle rocce effettuato dagli spettrometri sui fori eseguiti dal RAT, hanno infatti mostrato inequivocabili impronte del passaggio dell’acqua. Con molta probabilità, se un tempo in questa area vi era un lago le sue tracce sono ora coperte da uno spesso strato di rocce laviche che ne nasconde le prove. Ecco perché continuare ad esplorare le Columbia Hills, colline che si sono formate dalla deformazione della crosta in seguito ad impatti meteoritico catastrofici, con i suoi affioramenti potrebbe dare una risposta definitiva alla presenza di acqua su Gusev.  

(Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it)

 

 

   

 

 

Studiato a "tavolino" il percorso scelto è il miglior compromesso possibile dal punto di vista della pendenza e del maggior irraggiamento solare, tenendo conto che dovrà essere fatto in "retromarcia" il più delle volte con sole cinque ruote. Il percorso riportato sulla mappa delle Columbia Hills. L'area tratteggiata che si vede parzialmente indica la possibile presenza di affioramenti stratificati.

 

 

 

 

Per consentire al rover di avanzare comunque sono stati variati i parametri di sicurezza riguardo la pendenza superabile, aumentati da 25° a 40° di inclinazione controllata !!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   

 

Images and additional information about the project are available from JPL at http://marsrovers.jpl.nasa.gov

and from Cornell University, Ithaca, N.Y., at http://athena.cornell.edu .