Phobos-Grunt (2011)

 

 

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Partita l'otto novembre 2011 Phobos-Grunt (Phobos-Suolo) aveva l’obiettivo di posarsi sulla superficie di Phobos per prelevare campioni di suolo da riportare sulla Terra nel 2014, ma la navicella non si è inserita nella rotta trans-marziana per problemi al computer di bordo, un altro amaro fallimento per i russi.

 

Dopo un lancio ben riuscito tramite un vettore Zenit, i tecnici non sono riusciti più a collegarsi con la navicella facendo pensare che la sonda si fosse in qualche modo distrutta. Accurate analisi hanno poerò rilevato la sua presenza in orbita stabile intorno alla Terra. Le cause si possono imputare ad una fallimento del computer di bordo ad inviare il segnale di accensione ai motori per l'inserimento nella traiettoria Terra-Marte.

 

La navicella portava con se un satellite cinese  Yinghuo-1 e  il laboratorio biologico LIFE (Living Interplanetary Flight Experiment), un esperimento della Planetary Society. Il satellite cinese era il primo che Pechino inviava a studiare Marte, mentre LIFE era composto da un piccolo cilindro contenente un’intera collezione di microbi. Lo scopo di LIFE, una cui copia gemella aveva già volato nello spazio durante l'ultima missione shuttle sulla stazione spaziale internazionale, era valutare l’esattezza della teoria della transpermia, nome con il quale s’identifica l’ipotesi che la vita possa trasferirsi naturalmente da un pianeta all’altro viaggiando all’interno di meteoriti. Se i microrganismi contenuti in LIFE fossero tornati al proprio pianeta d’origine ancora in condizioni vitali allora questa idea sarebbe inequivocabilmente stata provata rivoluzionando molte delle attuali teorie sulla origine della vita.

L'esperimento  è stato preparato direttamente dalla Planetary Society, società d’appassionati che sopravvive esclusivamente grazie alle donazioni dei propri sostenitori e soci.

Gli esperimenti inseriti nella sfortunata la missione marziana russa erano 25 e comprendevano lo studio “in situ” delle condizioni di Phobos, incluso le analisi di laboratorio dei campioni di suolo che la navicella avrebbe dovuto riportare a terra nel 2014. Era inoltre previsto il monitoraggio della dinamica atmosferica del pianeta  rosso, l’evoluzione delle tempeste di sabbia stagionali, l’analisi dei componenti la sabbia, le radiazioni e lo stato extra atmosferico marziano e delle sue due lune.

 

Fra il 1959 e il 1979 l’Unione Sovietica ha lanciato una flotta di sonde automatiche verso al Luna. Di queste tre, Luna-16, 20 e Luna 24, hanno scavato la superficie lunare, raccolto campioni di suolo che riportati a terra sono stati analizzati dagli scienziati russi. I campioni sono oggi conservati presso l’Istituto Geochimico Vernadsky di Mosca ed è proprio il direttore dell’Istituto, Erik Galimov, a sostenere l’utilità di una missione su Phobos, che i russi avevano tentato in passato senza riuscirvi.  Galimov è fermamente convinto che il prelievo di campioni da Phobos getteranno una luce totalmente nuova sulla sua origine (e su quella di Deimos) confermando che si tratta di asteroidi rimasti intrappolati intorno a Marte. L’ipotesi è ulteriormente avvalorata dalle ultime immagini ricevute dalla navicella europea Mars Express che mostrano una superficie molto scura, simile sotto molti aspetti a quella delle meteoriti di tipo condrito-carbonaceo. Le analisi dei campioni oltre a datare con esattezza la sua età, permetteranno un esame comparato della sua composizione chimica con quella delle (presunte) meteoriti marziane ritrovate sulla Terra e verificare in questo modo se si tratta veramente di un asteroide catturato oppure se si è formato insieme a Marte. A dar valore a questa prova sono le analoghe analisi condotte sui campioni lunari che hanno confermato che sia la Luna che la Terra si sono formate dallo stesso materiale.  L’analisi chimica potrebbe inoltre dare una risposta definitiva ad un altro grande enigma di Phobos, scoprire se si tratta di solida roccia, oppure di un agglomerato di materiali leggeri e polveri che ricoprono un insospettabile e ghiacciato residuo cometario. La missione russa Phobos-Grunt ha comportato una spesa di 106 milioni di dollari per 11 strumenti scientifici. Normalmente le missioni americane non trasportano più di 5 o 6 strumenti. Una causa del fallimento della missione probabilmente dovuto ad un default improvviso del computer di bordo sia in parte dovuto alla complessa gestione che l’alto numero di dispositivi presenti su Grunt necessitavano, una gestione che si sapeva poteva mettere a rischio i risultati, come purtroppo già accaduto con altre missioni russe. Uno degli esperimenti più interessanti era quello denominato LIFE (Living Interplanetary Flight Experiment) ideato dalla Planetary Society. L’esperimento vedeva una piccola “culla della vita” al cui interno troveranno posto microrganismi terrestri ed una colonia di batteri provenienti dal permafrost Artico. L’esperimento consisteva nel valutare sé la colonia vivente di animali terrestri poteva sopravvivere al viaggio di andata e ritorno da Marte. La riuscita dell'esperimento avrebbe dimostrato la validità della teoria della Panspermia, e cioè che organismi di altri pianeti possono aver colonizzato il nostro, o viceversa, eiettati nello spazio durante il periodo del “Grande Bombardamento”, catturati dalla gravità di altri pianeti e poi ricaduti al suolo.