Mariner 9

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Dopo il successo dei Mariner 6 e 7 il JPL e la NASA programmarono  due nuove sonde, questa volta da inserire in orbita marziana. Il Mariner 8 sarebbe dovuto partire l'8 maggio 1971 per eseguire la cartografia completa di Marte, mentre il 18 maggio sarebbe partito il Mariner 9 con il compito di esaminare  quattro particolari zone  del pianeta, registrandone ogni tipo di cambiamento climatico.

La mattina dell'otto maggio però, il secondo stadio del vettore Atlas Centaur non funzionò, e il Mariner 8 ricadde  in mare unito al suo stesso lanciatore. Dopo l'incidente, gli scienziati del JPL  riprogrammarono il  Mariner 9 per un nuovo tipo di missione, e lanciato con successo verso Marte la mattina del 30 Maggio 1971.


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Il lancio del Mariner 9


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Dopo un viaggio di 462 milioni di chilometri, il 13 novembre del 1971 Mariner 9  si mise in un'orbita marziana ellittica, dalla quale avrebbe potuto riprendere l'intero pianeta. All'inizio i suoi occhi elettronici non videro nulle perché l'intero pianeta era nascosto dalla più imponente tempesta di sabbia del secolo, ma poi, quando la tempesta si placò e la polvere iniziò a ricadere al suolo alle telecamere della sonda, ed agli occhi degli scienziati del JPL apparve un pianeta totalmente nuovo e sconosciuto. Per la prima volta Marte rivelò i propri segreti geografici.

Dalla sua orbita ellittica (1250 x 17256 km) Mariner 9 iniziò a fotografare Marte nella sua totalità. A Terra arrivarono 7329 immagini che mostrarono agli scienziati non più solo pianure occupate da crateri da impatto, ma anche immensi vulcani, antichi letti di fiumi, fondi di laghi prosciugati. A queste importanti novità si aggiunse la scoperta di una enorme frattura, di probabile origine tettonica, che sfregiava buona parte del pianeta, un canyon lungo 4800 chilometri, largo più di 50 e profondo 8, a cui fu dato il nome di Valles Marineris.


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Foto in Real Time Computer

In alto: la prima foto grezza (Lago Titonio) ripresa dal Mariner 9, da 1977 chilometri d'altezza, così come viene ricevuta a Terra.

Al centro: il calcolatore effettua la prima correzione delle ombre che permette d'evidenziare i rilievi.

In basso: la foto è stata ora ritoccata dal computer in modo da ottenere maggiore luce ed incisività.


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Lo spettacolare vulcano Olimpo è visibile in questa carta ottenuta dal Mariner 9

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