NOZOMI NEWS

 

 

03 luglio 2003 nozomi rischia di contaminare marte

Nuovi problemi per la sempre più sfortunata navicella giapponese Nozomi. I tecnici giapponesi non nascondono la paura che Nozomi non riesca ad inserirsi in orbita e possa precipitare sulla superficie del pianeta contaminadolo.

Nozomi raggiungerà il pianeta rosso  a dicembre del 2003, in contemporanea con Mars Express, quattro anni dopo la data inizialmente programmata. Durante il suo viaggio di avvicinamento la sonda ha incontrato numerose difficoltà. Durante il suo primo swingby intorno alla Terra (sfruttamento dell’effetto gravitazionale di un pianeta per aumentare la velocità e/o angolazione di rotta, comunemente chiamato “effetto-fionda”), un problema ai propulsori le hanno impedito alla navicella d’immettersi sulla giusta traiettoria forzando i tecnici giapponesi a riscrivere un nuovo piano di volo d’emergenza che prevedeva una lunga permanenza nello spazio e numerosi altri swingby. Sulla nuova rotta Nozomi ha però subito un violento bombardamento solare (solar flares) che ha causato un drastico abbassamento della corrente elettrica e la perdita delle comunicazioni con la Terra. In queste precarie condizioni  il 19 giugno del 2003, la navicella ha effettuato il suo ultimo swingby intorno alla Terra e si è immessa in rotta per Marte. I Controllori della Missione sono ancora fiduciosi di poterla recuperare, ma con l’esigua riserva di carburante rimasta, a la limitata disponibilità di corrente, riusciranno mai nell’intento di porla in orbita marziana?

In queste condizioni un recupero della navicella sarebbe un vero miracolo tecnologico. I tecnici sperano di ripristinare le telemetrie nei cinque mesi di viaggio rimasti, una operazione che consisterà nel caricare e scaricando almeno mille volte il  programma di gestione della navicella dal computer di bordo, nella speranza di resettare l’elettronica mandata in “tilt” dall’intensa tempesta solare.

Se la navicella dovesse precipitare su pianeta potrebbe contaminarlo? Gli esperti pensano che non si corrano pericoli di una biocontaminazione perché Nozomi è stata sottoposta per anni alle micidiali radiazioni spaziali, lo stesso flare solare ha ulteriormente “sterilizzato” la sonda, inoltre se dovesse precipitare il calore provocato dall’attrito della stessa con l’atmosfera di marte eliminerebbe, sempre secondo gli esperti, ogni ulteriore pericolo. Comunque i tecnici giapponesi non nascondono i timori di una possibile contaminazione del pianeta e se non si potesse fare altrimenti il poco carburante rimasto sarebbe utilizzato proprio allo scopo di evitare una caduta allontanando Nozomi da Marte.

Ora però il problema maggiore che si pone ai responsabili della missione non è tanto recuperare la navicella, quanto evitare che cadendo possa contaminare la superficie del pianeta.

Rendere biologocamente pulite le navicelle planetarie è uno degli obiettivi primari della Politica di protezione Planetaria della NASA, basata sulle più recenti scoperte ed ipotesi in questo campo.

La storia della navicella è stata alquanto travagliata. Costata 88 milioni di dollari, e chiamata anche Planet – B (oppure HOPE) è stata la prima navicella interplanetaria giapponese. Lanciata il 4 luglio del 1998 dal Centro Spaziale di Kagoshima, sotto l’egida dell’Istituto Nazionale per lo Spazio e le Scienze Astronautiche (ISAS), aveva il compito di studiare l’interazione della parte alta dell’atmosfera marziana con il vento solare, per un periodo di almeno due anni. Nozomi essendo un modulo orbitale (orbiter) non era stata sottoposta ad alcun tipo di sterilizzazione (procedura alquanto pericolosa anche per la “vita” dei delicati apparati di bordo).

Ora dopo cinque anni di vera odissea spaziale e con tutti i problemi che la affliggono i giapponesi sperano ancora in un suo parziale recupero, in caso contrario, per evitare ogni rischio di contaminazione, la navicella sarà “spedita” in orbita solare.

La missione sarà seguita dalla nuova agenzia spaziale giapponese, la Japan Aerospace Exploration Agency, che opererà ufficialmente dal 1 di ottobre del 2003.

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