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05.05.06 - LE TRE FACCE DI MARTE

 

L’ultimo studio sulla storia geologica di Marte, pubblicato su SCIENCE del 21 marzo 2006, e realizzato da un gruppo di studiosi dell’Università di Parigi guidati da Jean-Pierre Bibring, dimostrerebbe che dal momento della sua formazione, il pianeta ha attraversato tre distinte ere geologiche in ognuna della quali l’acqua ha ricoperto un ruolo sempre meno importante. Lo studio indica chiaramente che se sul pianeta esistono attualmente delle forme di vita queste devono per forza essersi formate nei primissimi tempi geologici e poi essere sopravissute, adattandosi, ad un ambiente sempre più secco e acido. L’inizio di questa modifica ambientale sembra risalire a circa 3,5 miliardi di anni fa da quel momento pianeta ha iniziato a diventare sempre più asciutto e acido, un ambiente decisamente poco adatto a forme di vita in generale anche se proprio sulla Terra sono state di recente scoperte colonie di batteri adattati a questo ambiente ostile. La nuova mappa mineralogica del pianeta è stata ricavata dai dati forniti da OMEGA – lo spettrometro montato sul Mars Express – rielaborati dalle risultanza provenienti in situ dai due rover Spirit e Opportunity.

 

Basandosi su questo studio il team ha suddiviso la storia geologica del pianeta in tre fasi distinte:

 

La Prima Era (phyllosiana) che va da 4.6 a 4 miliardi di anni fa – nella quale il pianeta era relativamente umido.

Le rocce più antiche – oggi esposte dall’erosione dei venti, dalla forza d’impatto di meteoriti o da frane – mostrano grandi presenze di argille (Marwth Vallis) come chamosite (minerale del gruppo delle cloriti; la chamosite è un allumosilicato di ferro e magnesio, e cristallizza nella classe prismatica del sistema monoclino in aggregati oolitici o in masse compatte; il colore può variare da verde-grigiastro a verde scuro sino a nero. È presente in rocce sedimentarie ricche di ferro) e la nontronite (un componente delle argille che strutturalmente è simile alla mont-morillonite da cui si differenzia per la presenza di ferro trivalente. Si trova in masse compatte criptocristalline o in depositi terrosi di colore giallo chiaro o verdognolo, come prodotto di alterazione di rocce serpentinose e peridotitiche). Entrambi questi minerali per la loro formazione richiedono grandi quantità d’acqua, temperature miti e bassa acidità.

 

La Seconda Era (theiikiana) da 4 a 3.5 miliardi di anni - le condizioni del pianeta cambiano drasticamente. Massicce eruzioni vulcaniche immettono nell’atmosfera grandi quantità di solfuri. Il pianeta inizia a farsi più secco, l’acqua evapora e trasmigra nel sottosuolo ed ai poli. Quella che rimane diventa sempre più acida. Il periodo è caratterizzato da minerali come i solfati di calcio che si trovano nella Valles Marineris e l’ematite grigia che si trova nella piana di Meridiani (L’ematite è nota anche come ferro oligisto, sesquiossido di ferro, trigonale. Ha un colore grigio scuro, con lucentezza metallica e spesso mostra iridescenza. In polvere i cristalli riflettono una colorazione rosso sangue, da cui il suo nome).

 

La Terza Era – (siderikiana) da 3,5 miliardi di anni fa ai nostri giorni - presenta i minerali più recenti la cui formazione non ha mai implicato l’interazione con l’acqua. Questi minerali sparsi su tutto il pianeta sono per la maggior parte degli ossidi di ferro a dimostrazione della persistente assenza di acqua in questa ultima era.  

Lo studio infine chiarisce definitivamente la natura rossastra del pianeta. Questa colorazione è dovuta alla uniforme diffusione di polvere d’ematite (che in cristalli assume una colorazione rosso sangue) e di polvere di maghemite (un ossido ferroso che ha la stessa struttura della magnetite e che polverizzata presenta anch’essa una colorazione rossa).

 

Alla ricerca della vita

Le conclusioni cui è arrivato il team francese è che se oggi sul pianeta esiste vita marziana, questa può essere solo un’evoluzione di quella che si è formata nella Prima Era, ed i luoghi più probabili per cercarla sono gli altipiani vulcanici di Syrtis Major, nell’area di Nili Fossae e nella regione di Marwth Vallis. Tutte aree dove sono presenti grandi quantità di argille preistoriche. A detta del team sono questi i luoghi ai quali si dovrà dare la precedenza nelle future esplorazioni di Marte.

 

(Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it)

 

 

 

 

Giacimenti di Argilla in Sirtis Major

     
 

 

L’immagine di sinistra ci mostra un’area della regione della Marwth Vallis così come l’ha registrata il radar MOLA del Mars Global Surveyor. Lo strumento OMEGA di Express  ha determinato una mappa dei minerali idratati esistenti nell’area visibili nell’immagine di destra. Questi minerali, in prevalenza argille, non sono presenti nei canaloni come normalmente ci si sarebbe aspettato (freccia blu), ma  nei fianchi erosi delle colline (freccia rossa) probabilmente messi a nudo dall’azione erosiva del vento o di eventi catastrofici come l’impatto di meteoriti.

     

 

Immagine della distribuzione globale di minerali idratati (ricchi di acqua) rilevati dallo strumento OMEGA di Express. La mappa e sovrapposta ad una mappa altimetrica ottenuta dallo strumento MOLA del ars Global Surveyor. Le zone rosse sono aree in cui sono presenti minerali filosilicati, le blu indicano solfati, le gialle altri minerali idratati.

     

 

Images and additional information about the project are available from ESA -

Credits: IA/OMEGA/ESA/DLR/FU Berlin (G. Neukum)