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La scoperta fatta da
Express di quello che potrebbe essere il primo mare "congelato" marziano ha
messo in fermento l’intera comunità scientifica internazionale. L’immagine
rilasciata dall’ESA alla prima conferenza internazionale sulle scoperte di
mare Express a Noordwijk, in Olanda, mostra quello che in apparenza sembra
essere un pack artico, straordinariamente simile, nella conformazione, ai
nostri mari artici dove frammenti di iceberg appaiono disposti in modo
caotico su di un mare congelato. L’area, che si trova ad appena 5° nord (150
est) dall’equatore nella regione di Elysium Planitia, è una vasta regione
apparentemente piatta e molto probabilmente ricoperta da una coltre di
cenere vulcanica e polvere. Proprio queste ceneri potrebbero aver impedito
che il mare (sempre se esiste veramente) sia completamente evaporato o, dopo
il congelamento, sublimato. L’acqua che forma il mare potrebbe essersi
generata sotto la superficie di Marte ed essere poi fuoriuscita, con estrema
violenza, dalle fratture della “Cerberus Fossae”. ricoprendo l’intera area
per una estensione di 900 km e probabilmente per una profondità di 45 metri.
L’acqua ha poi iniziato a congelare ed il ghiaccio si è fratturato in una
miriade di iceberg galleggianti. In seguito ceneri vulcaniche hanno
ricoperto la regione e di fatto impedito che il ghiaccio sublimasse
completamente. I pochi crateri presenti indicano che la formazione è molto
giovane, con una età di non più di cinque milioni di anni.
La
domanda che ora tutti si pongono è se le formazioni sono effettivamente
composte da ghiaccio ricoperto da polvere oppure se non si tratta di quanto
resta dall’azione di sublimazione dei ghiacci. Esistono però due
osservazioni che proverebbero la presenza del ghiaccio. I pochi crateri
presenti sono poco profondi, indicazione che molto del ghiaccio si trova
ancora sul loro fondo, l’intera area è troppo piatta, se il ghiaccio fosse
interamente evaporato vi sarebbero grandi dislivelli. Sarà compito del
MARSIS, la cui aperture è prevista per il mese di maggio. Confermare se si
tratta di ghiaccio. Il radar inoltre potrà scoprire se esistono altri pack
marziani e se sotto la superficie esistono estensioni di permafrost se non
addirittura dei veri e propri laghi. Queste conferme avranno implicazioni
enormi. Dopo la scoperta del metano ed ora di mari congelati, gli scienziati
non nascondono più il loro ottimismo di trovare tracce di vita batterica su
Marte.
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testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it)
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