MARINER 4

 

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Il Mariner IV fu lanciato il 28 novembre 1964, dopo che la sonda gemella Mariner III, lanciata il

5 novembre, andò persa in orbita solare per la mancata apertura del cono aerodinamico di protezione. Il 15 luglio 1965 la sonda americana sfiorò Marte, fotografandolo da distanze variabili fra i 17.000 e i 12.000 chilometri. Fu la prima navicella terrestre ad avvicinarsi con successo al Pianeta Rosso.

 

Considerati i tempi di ripresa e le inquadrature utili possibili nel breve avvicinamento, i tecnici del JPL programmarono la telecamera per soli 22 scatti.  Le fotografie erano scattate in doppio tramite un prisma, da una telecamera singola (305 mm di focale - apertura 1/8 - tempi d’esposizione di 1/5 di secondo – una ogni 48 secondi), una attraverso un filtro blu/verde, l’altra attraverso un filtro rosso/arancio. L’uscita video associata ad un sistema televisivo di trasmissione veniva convertita in segnali digitali di 6 bit (unità d’informazione), e poiché le foto contenevano circa 40.000 elementi d’immagine, risultarono necessari, per ciascuna di esse, circa 250.000 Bauds (bit).

Il massimo avvicinamento (8202 miglia) fu il 14 luglio 1965 alle ore 8.13 P.M. (Eastern Standard Time). Le riprese iniziarono in qual momento. Mariner uscì dal cono d’ombra di Marte alle 10.25 P.M. (E.S.T.), la distanza dalla superficie era in quel momento di 24.420 miglia. Alle 6:41:52 A.M. del 15 luglio da terra fu dato l’ordine di trasmettere le immagini immagazzinate sul nastro di un registratore. Il primo bit fu ricevuto dalle antenne del Deep Space Network di Camberra un’ora e mezzo dopo, corrispondente alle 0:18.33 UT, la 19 arrivò alle 0:40:09 UT. Le foto 20 - 21 e 22 (solo parziale) furono scattate oltre il terminatore e risultarono inutili così come lo fu la prima che mostrava solo una evanescente luminosità.

 

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La fotocamera

La prima foto (e i sui segnali in bit)

La navicella portava

il simbolo degli U.S.A.

 

 

Quando il Mariner IV iniziò a trasmettere questi impulsi al nostro pianeta, al ritmo di 8,33 bit per secondo, (il che richiedeva più di otto ore per ricevere ogni immagine), la potenza di cresta era solo di 10 watt ma, al loro arrivo alle stazioni d’ascolto terrestri, la potenza residua si era ridotta a qualcosa come un miliardesimo di watt! Le immagini impiegarono circa nove giorni per essere ricevute a Terra. Il 24 luglio immediatamente dopo la ricezione delle prime 22 foto (scattate attraverso il primo filtro Mariner IV iniziò la trasmissione delle altre 22 scattate con l’altro filtro. La doppia trasmissione consentì di controllare le prime 22 e di correggere eventuali errori. Le trasmissioni si conclusero con la ricezione dell’ultima immagine. Il Mariner IV (tutt’ora in orbita solare) fu “riacceso” nel periodo agosto – ottobre 1967 (il suo massimo avvicinamento alla Terra fu il 07 settembre - 29.168 milioni di miglia) per effettuare una misura comparata del plasma solare insieme al Mariner V, che si stava avvicinando a Venere. Le misurazioni furono eseguite dalle due sonde nel momento in cui erano (grosso modo) in linea con il Sole. Durante l'attività al Mariner IV  fu ordinato di scattare una foto (regolarmente ricevuta ma ovviamente senza alcun soggetto) e di riaccendere i motori. L’attività servì a verificare l’affidabilità delle tecnologie utilizzate nell’ambito delle future missioni dei Mariner 6 e 7.

 

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