18.09.08 (sol 112) – FOLLETTI DI SABBIA AL POLO NORD

 

Le telecamere di Phoenix hanno catturato nel corso della loro esplorazione quotidiana della pianura artica nella quale il lander è sceso alcuni dust devil. Sono esattamente sei i vortici di polvere catturati dalle immagini del lander con una chiarezza d’immagini e spettacolarità mai registrata prima. Il fenomeno dei dust devil o “folletti di sabbia” è ben conosciuto sulla terra dove si attivano quando la radiazione solare scalda la superficie più fredda e l’aria riscaldata prende a salire vorticosamente sollevando polvere e oggetti leggeri come foglie o pezzetti di carta in un turbinio polveroso che dura pochi attimi. Questo fenomeno è noto da tempo su Marte ed è stato ripreso in innumerevoli immagini delle navicelle in orbita, soprattutto dove questi sono passati spazzando la superficie e mettendo allo scoperto la sottostante roccia che, su Marte, è perennemente nascosta da un’ampia copertura di polvere e regolite. I primi filmati di questi minitornado sono stati ricavati dalle immagini riprese dai due rover Spirit e Opportunity, a testimonianza che il fenomeno è comune a tutte le latitudini.

Durante il passaggio ravvicinato di uno di questi minivortici vicino al lander la stazione meteorologica (di fornitura canadese) ha registrato un improvviso e repentino calo di pressione della già asfittica atmosfera marziana. Di per sé la scoperta non rappresenta una sorpresa per gli scienziati che seguono Phoenix in quanto anche al polo nord i segni dei loro passaggi erano già stati fotografati in precedenza, questo il motivo per cui ci si aspettava il fenomeno e si sperava di poterlo riprendere con le camere del lander per poterli studiare.

Phoenix però in questi giorni sta facendo una corsa contro il tempo. Infatti, fervono alacremente le attività di analisi del terreno per cercare di sfruttare al massimo le potenzialità analitiche rimaste prima che il sole scompaia all’orizzonte e cali il buio polare, conseguenza  dell’avvicinarsi dell’estate all’equatore q queste latitudini, una stagione che, al contrario, sia Spirit che Opportunity attendono con avidità per poter ricaricare di più le loro batterie messe a dura prova dal quarto inverno marziano. Al momento dell’atterraggio i pannelli solari del lander fornivano ai suoi strumenti circa 3500 watt/h, energia che con l’abbassarsi del sole all’orizzonte nel corso di questi giorni è calata a circa 2500. La stazione di analisi TEGA (Thermal and Evolved-Gas Analyzer) ha ancora due esperimenti disponibili per le analisi del terreno ed è obiettivo degli scienziati riempire le piccole celle per le analisi entro i prossimi giorni e completare tutte le analisi possibili prima che la mancanza di energia paralizzi e disattivi definitivamente il primo lander polare che l’uomo abbia mai mandato su di un altro pianeta.

 

(Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it)

 

Il Surface Stereo Imager di Phoenix ha catturato questa immagine di un dust devil in azione durante il sol 104 (corrispondente al 9 settembre 2008). Si stima che il fenomeno meteorologico disti dal lander circa 400 metri ed abbia un diametro di 4 metri.

   

In questa altra immagine vediamo un altro folletto di sabbia correre lo stesso giorno in un’altra area distante dal lander circa 700 metri. Il tubo argentato che si vede a destra nella foto è il supporto della stazione meteo del lander. Si stima che il dust devil abbia un diametro di 4/5 metri.

 

 

 
 

                             North Pole Chronicle

 

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NASA The Phoenix Mission is operated for NASA by the Lunar and Planetary Laboratory at the University of Arizona in partnership with the Jet Propulsion Laboratory, Lockheed Martin and the Canadian Space Agency.

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