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1.11.08 (Sol 156) – PHOENIX NON
TRASMETTE
Dopo
aver completato la sua missione primaria ed essere entrato in quella
estesa, i tecnici speravano di attivare il microfono di bordo prima che il
Sole fosse troppo basso sull’orizzonte e quindi che l’energia elettrica si
affievolisca al punto da paralizzarlo per sempre, purtroppo proprio per
questa causa il lander è entrato in safe mode il 29 ottobre. Al
momento non si sono perse le speranze di riavviarlo e si sta tentando di
rimetterlo in funzione con adeguante procedure di risparmio energetico. Al
momento però la zona è battuta da venti che sollevano polvere e vi sono
anche nubi, in questa situazione la temperatura notturna è precipitata
sotto i – 96°C mentre di giorno non supera i – 50°C. Alcuni giorni prima i
tecnici del JPL hanno avevano avviato la sequenza di attivazione del
microfono fornito dalla Planetary Society, e che è stato montato dalla
Malin sul Mars Descent Imager (MARDI) la telecamera di
avvicinamento, posta sul fondo di Phoenix. Non è la prima volta che la
Planetary Society invia un microfono nello spazio, lo aveva già fatto con
il Mars Polar Lander missione poi svanita nel mistero o quasi,
prima di posarsi sul polo marziano. Il Mars Descent Imager (MARDI)
è una piccola macchina fotografica unita al fondo di Phoenix che
originariamente doveva fotografare le fasi finali della discesa del
lander. Per la sua progettazione la Malin ha utilizzato dei circuiti molto
semplici derivati da telefonia mobile ed è per questo che unire ad essa un
microfono non è stato (si fa per dire) poi così complicato.
Sfortunatamente durante le fasi finali dei test a terra si riscontrava
un’avaria al sistema d’immagazzinamento delle informazioni che, per ovvi
risparmi di peso, aveva il doppio compito di registrare i dati provenienti
da MARDI e dal Sistema di Inerziale (SI) del lander necessario a mantenere
la giusta traiettoria di discesa. Dato che SI era di capitale importanza
per la riuscita della missione al tempo si decise di non attivare MARDI
per evitare che se il sistema rischiasse di andare in tilt con la perdita
dei
dati provenienti dai giroscopi e e correndo il rischio di far precipitare
Phoenix. In ogni caso, anche sena il recente blocco del Lander, non era
sicuro che il microfono fosse in grado di registrare qualche suono da
Marte. In primo luogo perché dopo essere stato fermo per mesi nell’artico
marziano potrebbe non attivarsi più, in secondo luogo perché lo strumento
era stato pensato per registrare il forte “rumore” aerodinamico che si
verifica durante la discesa, e per questo motivo potrebbe risultare poco
sensibile e quindi “sordo” al rumore dei venti marziani nella tenue
atmosfera del pianeta.
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