2001 Mars Odyssey News

 

 24.05.2002 - Acqua su Marte? Ora ci sono le prove

    Grazie a Odyssey, per la prima volta abbiamo la certezza che su Marte esiste acqua, seppur sotto forma di permafrost (giaccio misto a terreno), e non solo ai poli, ma diffusamente distribuita su tutta la superficie. La conferma riapre prepotentemente il contenzioso sull’esistenza di elementari forma di vita sul pianeta e rilancia con forza la necessità di mettere in cantiere un programma d’esplorazione umana del pianeta, meglio se del tipo “diretto” come proposto da Zubrin.

    La presenza di grandi quantità di permafrost nel suolo marziano era già stata ipotizzata nel 1976, durante le missioni Viking. Questa ipotesi aprì allora nuove strade ai ricercatori di vita marziana. Infatti, la presenza di permafrost, e le condizioni chimico fisiche in cui si troverebbe su Marte (cosi vicine al suo punto triplo), potrebbe in determinate circostanze e nelle ore più calde della giornata, consentire lo scioglimento degli strati più superficiali del ghiaccio.            

    L’acqua così ottenuta andrebbe ad alimentare eventuali microrganismi e piante. A sostegno di questa ipotesi andò uno degli esperimenti biologici trasportati a bordo dai due landers dei Viking, il Labeled Release (LR) che, una volta attivato, segnalò una reazione che poteva essere collegata al metabolismo di microrganismi presenti nel sottosuolo marziano. Non essendoci altre prove a sostegno di quanto ottenuto dall’LR, altri scienziati provarono che le stesse reazioni potevano essere di sola natura chimica.

    I nuovi dati di Odyssey quindi, vanno sicuramente a sostegno delle ipotesi del 1976 del  Labeled Release, e aprono altre incredibile prospettive su nuove indicazioni, questa volta provenienti dal Mars Global Surveyor, di macchie stagionali riscontrate su molte dune marziane che, a questo punto, darebbero credito agli studiosi chi hanno ipotizzato la loro natura biologica, e cioè la nascita di piante che con l’approssimarsi dell’estate, e quindi con lo scioglimento del ghiaccio, potrebbero nascere e prosperare sul fondo selle vallate marziane. A questo punto ci dobbiamo aspettare la presenza di pozze d’acqua nel Bacino di Hellas, la profonda depressione marziana dove la pressione barometrica permetterebbe, in determinate condizioni climatiche,  l’esistenza di acqua allo stato liquido.

    La conferma d’abbondanti riserve d’acqua nel sottosuolo marziano apre nuovi scenari, e rilanciando con forza la necessità di programmare missioni esplorative umane con la creazione di basi operative, sul tipo di quelle attualmente in uso in Antartide (che già si stanno sperimentando), dando la possibilità agli esploratori di ricavare direttamente dal suolo marziano ossigeno, per sopravvivere e per rifornire le stesse astronavi di collegamento con il nostro pianeta.. Presenza certa d’acqua mista al terreno marziano, permetterà d’individuare dove indirizzare le future missioni esplorative automatiche, magari prelevando campioni di permafrost da riportare a terra per accurate analisi e di trovare i punti migliori per i futuri insediamenti esplorativi umani. La presenza di permafrost anche a latitudini equatoriali faciliterà notevolmente

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Image Title:

Global Map of Thermal Neutrons

Catalog #:

PIA03801

Target Name:

Mars

Is a satellite of:

Sol (our Sun)

Mission:

2001 Mars Odyssey

Spacecraft/Mission:

2001 Mars Odyssey

Instrument:

Gamma Ray Spectrometer Suite

Product Size:

2668 samples x 1371 lines

Creation Date:

2002-05-24

Primary Data Set:

2001 Mars Odyssey

 

Mappa di Marte rilasciata il 24.05.02 dopo aver elaborato i dati del Gamma Ray Spectrometer ricevuti del 2001 Mars Odyssey.  La sensibilità dello strumento alla bassa emissione termica dei neutroni ha consentito di rilevare con estrema chiarezza la distribuzione d’idrogeno e del biossido di carbonio (ghiaccio secco)  entro il primo metro di superficie marziana. L’area rossa nella parte alta della mappa mostra l’esistenza di almeno un metro di CO2 (ghiaccio secco) che ricopre la superficie durante l’inverno marziano al polo nord. Il resto del pianeta è estremamente ricco d’idrogeno (in blu nella mappa) il che dimostra senza ombra di dubbio l’esistenza di grandi quantità di ghiaccio d’acqua e permafrost nel primo substrato di suolo. La colorazione verde in prossimità del polo sud indica invece la presenza residua di CO2 anche dopo lo stagionale scioglimento dei ghiacci durante l’estate australe.

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