2001 Mars Odyssey News

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14.03.02 - MARIE ha ripreso a funzionare

 

Buone nuove da Marte, il Martian Radiation Environment Experiment (MARIE ) ha ripreso a funzionare.

L’apparecchiatura, che ha il compito di registrare il tasso di radiazioni (cosmiche) che bombardano la superficie di Marte, era stata spenta dai tecnici del centro di controllo nell’agosto dell’anno scorso, dopo che il sistema era andato inesplicabilmente in Tilt.

MARIE è stato riattivato alla fine della settimana scorsa, ed ha risposto positivamente ai segnali inviati, riprendendo a funzionare regolarmente. Le misure effettuate dell’apparecchiatura (i cui dati preliminari raccolti durante il viaggio di trasferimento di Odyssey  verso Marte sono già stati presentati), serviranno a stendere una mappa delle aree di Marte più a rischio di radiazioni, permettendo così ai futuri esploratori umani d’evitare zone particolarmente pericolose (come tutti gli altipiani, vulcani e montagne, la cui elevazione espone un potenziale esploratore ad una maggiore dose di radiazioni per via del minore spessore dell’atmosfera che come sulla Terra fa da filtro (anche se tenue) alle redazioni cosmiche.

 Per quanto riguarda THEMIS (Thermal Emission Imaging System) i centri a terra sono stati letteralmente “inondati” di d’immagini, a tal punto che è virtualmente impossibile verificarle tutte, ed occorrerà molto tempo per stendere una mappa termica definitiva del pianeta.

 <<E’ un modo completamente diverso di vedere il pianeta >> ha dichiarato Stephen Saunders, Project Scientist della missione, <<sicuramente più profondo di quanto finora ottenuto con le immagini nel visibile>>

 Gli obiettivi iniziali di THEMIS in ogni caso, saranno strutture già note e di particolare interesse, come la Valles Marineris, la sommità del Monte Olimpo ed, ovviamente, la valle di Cydonia e la sua “faccia”. Priorità assoluta comunque andrà alla ricerca delle zone più indicate per l’atterraggio dei due robot semoventi che sbarcheranno su Marte nel 2003. 

Su Odyssey comunque, resta ancora da distendere completamente il braccio di 6 metri alla cui estremità è sistemato  il Gamma Ray Spectrometer (GRS). L’operazione non preoccupa i tecnici del JPL, in quanto il sistema robotizzato è più che collaudato, avendo sempre funzionato su molte altre navicelle. Il GRS è attualmente comunque già in funzione, ed ha già segnalato una grande quantità di ghiaccio d’acqua al Polo Sud, oltre a fornire indizi preliminari che lo stesso ghiaccio sia presente anche in zone vicine all’equatore. Per verificare quanto ghiaccio d’acqua sia presente al Polo Nord però  (per il polo nord si dovrà attendere il progressivo ritiro della calotta di ghiaccio d’anidride carbonica la cui presenza maschera il sottostante ghiaccio d’acqua allo spettrometro).  Per quanto riguarda la ricerca di acqua allo stato liquido o semiliquido, potenzialmente presente per esempio nel punto più basso del Bacino di Hellas, si dovranno attendere analisi più approfondite e non è detto che si possa ottenere una risposta positiva. Al momento non ci resta che attendere scoperte anche clamorose.

 

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