2001 Mars Odyssey News

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5.03.02 - Prime Immagini di Marte

Su Marte c’è acqua ormai non è più una novità, ma dove essa sia, in che quantità e in quale dei suoi tre stati esista ci sono solo indizi, prove indirette e ipotesi. Ora con Odyssey, finalmente, potremo dare una risposta a molti dei quesiti che circondano il ciclo dell’acqua sul Pianeta Rosso, il dove sia finita e perché.

        

Immagini nel visibile

C’era per questo grande attesa, da parte di scienziati e giornalisti, per la prima conferenza stampa della NASA da quando Odyssey si è insediato in orbita marziana. Le prime immagini lasciano senza fiato e già i risultati preliminari delle prime due settimane d’osservazioni della navicella si presentano molto promettenti. Seppur con lentezza l’esplorazione di Marte procede, ancora molto c’è da fare ma è avanzando a piccoli passi che si ottengono grandi risultati che non tarderanno a venire. Certo per una missione di recupero di campioni del suolo, inizialmente progettata per il 2009, ora dovremo attendere il 2016, e questo ci fa capire quanto sia lontana una missione con uomini a bordo per il Pianeta Rosso. Entro i primi 50 anni del 2000? Forse, certo che le iniziative degli enti spaziali mondiali per questo traguardo non è che sono deboli, proprio non esistono. Perché? Semplice, mancanza di fondi per mancanza di stimoli. Per la Luna c’era la competizione di due sistemi politici e l’egemonia sul mondo, ma oggi in una situazione mondiale confusa e martoriata da guerre e feroci rivalità, non vi possono essere prospettive per l’esplorazione umana dello spazio, e poco resta anche a quella automatica. Non rimane quindi a noi spettatori, che partecipare con soddisfazione agli sforzi che la NASA ed il JPL stanno facendo per svelare, nonostante tutto, i segreti di Marte. Nel recente incontro con i Media, la NASA ha presentato i risultati preliminari delle prime due settimane d’operazioni scientifiche dall’orbita marziana di Odyssey.

I nuovi dati, saranno uniti a quelli raccolti dai Viking e dal Mars Global Observer (MGS), per comporre un quadro generale del pianeta sotto i suoi aspetti cartografici, climatici e geologici. 

Di grande importanza le nuove immagini termiche del pianeta, che si presentano molto definite, sia quelle riprese durante la notte che di giorno. L’aspetto termico della superficie di Marte e la sua corrispondenza con diversità minerarie aiuterà gli scienziati a scoprire con grande precisione giacimenti di minerali ora di difficile individuazione. Le immagini termiche hanno una risoluzione di oltre trenta volte maggiore di quanto ricevuto in precedenza dalle altre missioni, mentre le immagini nel visibile hanno una risoluzione tale che consentiranno di colmare il “gap” esistente fra le precedenti immagini dei Viking e le attuali di MGS. Come più volte enfatizzato, uno degli aspetti più interessanti della missione di Odyssey risiede nella capacità dei suoi strumenti d’individuare, anche per qualche metro sotto la sua superficie, concentrazioni di ghiaccio o di acqua.

Immagine termica di Marte

Una caratteristica questa di Odyssey che, a differenza delle precedenti missioni ivi compreso MGS, potrà darci la certezza della presenza di acqua accantonando così molte delle attuali ipotesi. Come ci si aspettava le prime misure ricevute dallo Spettrometro a Raggi Gamma (confermate anche dal rilevatore di neutroni) hanno messo in evidenza una considerevole presenza di idrogeno (e quindi di ghiaccio d’acqua) nella regione polare sud del pianeta. Lo strumento ha inoltre rilevato una presenza di idrogeno generalizzata su tutta la superficie a profondità variabili da alcune decine di centimetri ad alcuni metri. Questi dati comunque andranno rivisti e confermati con le future analisi, e quindi dovremo aspettare ancora qualche tempo prima di poter quantificare l’intero ammontare d’acqua presente sul pianeta. Nell’incontro del 1 marzo sono stati rilasciati anche i dati raccolti dal Mars Radiation Environment Experiment (MARIE) durante il viaggio verso Marte, prima che lo strumento fosse spento da Terra per un suo malfunzionamento. Con i soli elementi attualmente disponibili, risulta che le dosi di radiazioni giornaliere assorbite da un equipaggio in viaggio verso Marte, sarebbero doppie rispetto, ad esempio, da quelle a cui sono sottoposti gli equipaggi della stazione spaziale. Questi dati sono estremamente importanti per la costruzione delle future astronavi e per le basi che s’insedieranno sulla superficie marziana. Non ci resta che attendere le prossime novità che Odyssey ci invierà in attesa che i Rover 2003 (speriamo tutti e due) possano scendere sulla superficie creando una sinergia fino ad ora mai utilizzata su Marte, con due veicoli semoventi e due orbiter, ai quali speriamo si possano unire la navicella giapponese Nozomi e l’europea Mars Express.

   

Concentrazione d'idrogeno al polo sud

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I commenti delle foto provengono direttamente dal sito del JPL

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