2001 Mars Odyssey News

 

26.04.04 - Le ere glaciali di marte

Secondo il  Dr. James Head della Brown University, Providence, (R.I.), Marte, come la Terra, sta attualmente attraversando un periodo di transizione fra due ere glaciali. La relazione, pubblicata alla fine del 2003, è il frutto di una attenta analisi delle immagini e dei dati ricevuti dalle navicelle in orbita marziana Mars Global Surveyor e  Mars Odyssey. Coautori di questo studio della Brown University insieme al Dr.James Head sono, il Dr. John Mustard e il Dr Ralph Milliken, (Brown University), il Dr. David Marchant, della  Boston University e il Dr. Mikhail Kreslavsky dell’Università Nazionale di Kharkov, Ucraina.

Di tutti i pianeti del sistema solare Marte, come la Terra, è quello più è sensibile ai cambiamenti climatici dovuti a cambiamenti, anche piccoli, della propria orbita. Secondo quest’ipotesi, contrariamente a quelle terrestri le glaciazioni marziane inizierebbero con un progressivo riscaldamento dei poli e il conseguente formarsi di grandi quantità di vapore acqueo che poi viene trasportato dalle correnti verso latitudini più basse. Qui a causa delle temperature più fredde, e delle particolari condizioni atmosferiche del pianeta, il vapore precipiterebbe sotto forma di neve trascinando con sé le polveri presenti in sospensione. La causa delle glaciazioni, un fenomeno ancora misterioso anche per quelle terrestri, risiederebbe nelle cicliche variazioni dell’orbita, (fortemente eccentrica) marziana e del suo asse di rotazione (precessione). L’insieme dei due fattori quindi potrebbe produrre dei marcati cambiamenti nel clima marziano, con improvvisi e catastrofici variazioni nella distribuzione dei ghiacci dalle regioni polari verso l’equatore.

La teoria nasce dallo studio dei crateri d’impatto presenti nelle regioni marziane che arrivano fino ai 30° di latitudine del pianeta. In queste aree sono generalmente presenti le enigmatiche “Gullies” (vallate e scarpate che si trovano sui bordi interni dei crateri al riparo dal Sole), strutture che appaiono scavate dal movimento periodico di ghiacciai, ora scomparsi, da vaste zone di ghiaccio sotterraneo, immensi nevai ed aree che appaiono essere state sottoposte ad improvvise inondazioni. La conferma da parte di Odyssey della presenza di permafrost sotto la superficie fino a queste latitudini non ha fatto altro che rafforzare l’ipotesi della glaciazione. Marte quindi non sarebbe un pianeta morto, ma bensì vivo e sotto continui cambiamenti climatici molto più pronunciati che sulla Terra, ed una loro comprensione sarebbe estremamente utile per comprendere i cambiamenti climatici che attualmente sta attraversando il nostro pianeta. Quello che manca ora a comprovare questa ipotesi è la scoperta dell’esistenza su Marte di un “ciclo dell’acqua” simile a quello terrestre ma basato sul  costante movimento del ghiaccio da e per i poli. Secondo le risultanze di questo gruppo di ricerca l’ultima glaciazione su Marte si sarebbe prodotta in un intervallo che va da 400 mila a 2.1 milioni di anni fa, un periodo estremamente breve in termini geologici. Nuovi dati a favore di questa teoria potranno venire dalle analisi della sonda europea Mars Express e dalle future missioni come quella del lander Phoenix.

 

Immagini all’infrarosso del Mars Odyssey hanno mostrato molti segni di strati, in varie regioni marziane dai poli fin quasi all’ all’equatore. I livelli riflettono i cambiamenti giornalieri di temperatura con un range che va da – 20° centigradi a zero gradi. Molte delle variazioni di temperatura sono dovute alla diversa inclinazione degli strati nei confronti dell’irradiazione solare, ma in queste immagini si notano variazioni di temperatura in strati non influenzati dal Sole e che quindi indicano la presenza di diverse proprietà fisiche fra gli strati stessi. A dimostrazione che, nel corso del tempo, questi strati si sono formati in condizioni climatiche diverse è l’abbondante presenza di ghiaccio d’acqua, che varia da ogni singolo strato aumentando mano a mano che si scende. Nelle attuali condizioni climatiche di Marte questi strati non potrebbero esistere, il che fa ritenere che si tratti di depositi di antiche glaciazioni. Nella foto un particolare degli strati rilevati da Odyssey in una regione ai margini del polo sud. Il dettaglio ci mostra un’area di 75 km per 100 km centrata 80° di latitudine sud e 99° di longitudine est, dove un antico cratere da impatto è parzialmente coperto da recenti depositi stratificati di ghiaccio.

     
 

Questa immagine è uno zoom sulla precedente dove è possibile vedere il piccolo cratere d impatto (350 mt. di diametro) sulla superficie quasi immacolate del ghiacciaio. Gli strati sulla scarpata sono in grande evidenza.

     

 

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