Mars Reconnaissance Orbiter

 

 

 

 

GHIACCIO ALL’EQUATORE

 

Il Mars Reconnaissance Orbiter ha fotografato ampie zone di ghiaccio, fuoriuscito dalla sottostante superficie, messe allo scoperto per l’azione esplosiva di meteoriti. In tutto sono stati individuati cinque crateri da impatto, con una profondità variabile da 30 cm a 2,5 m. Analisi comparate con gli strumenti di Odyssey hanno confermato la natura delle macchie bianche, fotografate da MRO, come ghiaccio d’acqua. Successive fotografie hanno mostrato come, nel corso delle settimane, il ghiaccio è andato riducendosi diventando prima scuro (sabbia bagnata?) per poi scomparire completamente.

La presenza di ghiaccio d’acqua, sepolto sotto la superficie a latitudini poste fra il Polo Nord e l’Equatore conferma le ipotesi climatiche di un pianeta una volta molto più umido, che poi l’acqua presente in antichità sia dovuta ad eventi geologici o a cicli legati alla ellitticità dell’orbita o al variare dell’inclinazione dell’asse di rotazione restano ancora ipotesi. L’analisi ha inoltre rivelato come la profondità del ghiaccio non sia elevata. L’area dell’impatto si trova nelle vicinanza di dove si era posato nel 1976 il Viking-2, e gli studi hanno dimostrato che se il lander avesse avuto la capacità di scavare per in profondità di almeno una decina di centimetri avrebbe scoperto la presenza del ghiaccio.

 (Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it - immagini NASA/JPL/University of Arizona )

 

 
VL-2 è il punto dove si è posato nel 1976 il Viking-2. Se avesse potuto scavare per poche decine di cm avrebbe trovato il ghiaccio.

Concentrazioni di ghiaccio profondità presunte sotto la superficie marziana rilevate dalla navicella orbitale Odyssey (e confermate dalle recenti fotografie di MRO) sono  riportate in questa mappa.

   

Alcuni dei crateri fotografati da MRO che rivelano la presenza di ghiaccio sotto la superficie

   

Evidente lo scioglimento del ghiaccio portato in superficie

 

   

Altre prove della presenza di ghiaccio in scioglimento vengono dalle numerose foto ad alta definizione di MRO che mostrano calanchi creati dal probabile scorrimento di acqua.

     

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