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CICLICI CAMBIAMENTI DI CLIMA GUIDANO MARTE
E’ la prima volta che si riesce a “leggere” così chiaramente ed in profondità nella regione polare, grazie alla sensibilità del radar ad apertura sintetica alla cui realizzazione ha contribuito principalmente l’Agenzia Spaziale Italiane e l’Università “La sapienza” di Roma. I dati pervenuti hanno permesso agli scienziati di scoprire quattro nuovi strati di ghiaccio puro, interposti a strati di ghiaccio misto a polvere. Gli strati corrispondono a periodi climatici equivalenti a circa un milione di anni e confermano quanti ipotizzato e cioè che la calotta polare di Marte esiste da oltre 4 milioni di anni e che ciclicamente, a causa delle variazioni legate alla forte eccentricità dell’orbita, il pianeta subisce rivoluzionare conseguenze sul clima. Lo spessore della calotta polare supera i due chilometri in altezza. Altra importante scoperta è la conformazione estremamente livellata e piatta della crosta marziana che si trova sotto lo strato più profondo (di colore chiaro). Questa scoperta dimostra che il peso della calotta non ha deformato ne piegato la sottostante crosta, come accade per le regioni polari del nostro pianeta. Questo dato dimostra che la litosfera marziana è molto più spessa di quello che si credeva. Le conseguenze di questa nuova scoperta indicano un pianeta che si è raffreddato molto velocemente, molto prima di quanto si supponesse. Marte è quindi un pianeta il cui interno e freddo da molti milioni di anni. Il ritrovamento influenza le potenzialità di una supposta evoluzione biologica in quanto vengono a mancare le forze primordiali del vulcanesimo e a creazione di acquiferi e pozze termali, forze che hanno guidato, e guidano tutt’ora, la biosfera terrestre. In altre parole se sul pianeta esistono pozze di acqua liquida queste si possono trovare solo molto in profondità.
La mappa colorata sottostante mostra la cartografia equivalente dove i colori rossi e bianchi corrispondono alle porzioni più alte del polo, viceversa quelle verdi e gialle alle più basse.
(Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it - immagini NASA/JPL/University of Arizona )
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