Mars Reconnaissance Orbiter

 

 

 

18.09.06 – PRIMO ECO DA MARTE DAL RADAR ITALIANO SHARAD

 

 

Il Mars Reconnaissance Orbiter ha esteso senza problemi l’antenna di 5 mt del Shallow Subsurface Radar (SHARAD), un sensibile strumento fornito dalla Agenzia Spaziale Italiana e la cui responsabilità è affidata al dott. Enrico Flamini. Il radar fornirà informazioni circa la composizione degli strati del suolo marziano fino ad una profondità teorica di 1000 mt. Utilizzando una frequenza diversa, la profondità di penetrazione di SHARAD è inferiore al radar installato sul Mars Express, ma la sua maggiore sensibilità gli consentirà di discriminare differenze in strati molto sottili. Gli echi di ritorno, infatti, ci daranno informazioni sulla natura del suolo e sulla presenza, già accertata dal radar del Mars Express, di ghiaccio e altre formazioni contenenti acqua in uno dei suoi stati. Lo strumento inoltre consentirà di “vedere” antichi letti di fiumi asciutti, sepolti dalla polvere dei tempi. Il primo eco di risposta da Marte è stato ricevuto con successo il 18 settembre, confermando il buon funzionamento dello strumento italiano costruito dalla Alcatel Alenia Spazio. Oltre a Flamini, nel programma SHARAD è coinvolto anche il dott. Roberto Seu, dell’università La Sapienza di Roma,

 

Il Mars Reconnaissance Orbiter ha già raggiunto la sua orbita operativa e il suo programma prevede l’inizio del telerilevamento di marte a partire dal mese di novembre. Uno dei suoi primi obiettivi la ripresa in alta definizione dl cratere Victoria per effettuare delle analisi comparate con quanto analizzerà sul posto il rover Opportunity.

 

  

(Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it - immagini NASA/JPL/University of Arizona )

 

   

Mars Reconnaissance Orbiter ha esteso con successo l'antenna del radar SHARAD

 

 

I risultati di MRO  permetteranno agli scienziati di individuare i migliori siti per le future esplorazioni del pianeta da parte di esploratori automatici fissi e mobili (lander e rover) ma, sopratutto, consentirà di scegliere dove far scendere la prima missione umana sul pianeta con la creazione di mappe dettagliate del pianeta.