Mars Reconnaissance Orbiter

 

 

4.10.06 - MARTE AL MICROSCOPIO

 

La più potente macchina fotografica mai spedita nello spazio ha rilanciato a terra la prima drammatica immagine della superficie di Marte. Rocce e particolari dalle dimensioni di una poltrona risaltano nella prima fotografia del Mars Reconnaissance Orbiter. Dal suo arrivo intorno a Marte il 10 marzo 2006, MRO è passato per più di 400 volte negli strati alti dell’atmosfera per rallentare la sua corsa e scendere, senza sprechi di carburante, fino alla sua orbita operativa la cui forma quasi circolare  lo porta ad una distanza dalla superice che varia da 250 a 316 km. L’immagine ricevuta a terra ci mostra la parte più profonda di Ius Chasma una piccola frazione del più grande canyon conosciuto del sistema solare, la Valles Marineris.

 

MRO non è ancora ufficialmente operativo, si tratta quindi ancora di foto di calibrazione e collaudo dei circuiti del satellite, ma la nitidezza percepibile dei particolari è strabiliante, tale da poter affermare con certezza che ci troviamo di fronte ad una nuova era della esplorazione di Marte. Gli strumenti della nuova navicella americana potranno dare una risposta agli scienziati che vogliono comprendere il ruolo dell’acqua su questo pianeta - che sia vapore o ghiaccio - e quali processi ne hanno modificato la superficie.

 

Oltre alla macchina fotografica, ma è riduttivo chiamarla così, infatti, si tratta di una unità di telerilevamento speciale, costruita secondo specifiche militari – ora obsolete e quindi disponibili alle attività civili sic! – un modello che equipaggiava sulla terra satelliti spia della Difesa, il carico scientifico del Mars Reconnaissance Orbiter include: uno spettrografo di nuova generazione per l’identificazione dei minerali superficiali, un radar per l’analisi dei depositi sotterranei (di costruzione italiana), una macchina fotografica a colori munita di grandangolo per il controllo dei cambiamenti climatici sull’intera superficie del pianeta, e di uno strumento per l’analisi, il monitoraggio e campionamento del vapore acqueo, e di altri componenti volatili, in atmosfera. Per buona parte del mese di ottobre Marte si troverà vicinissimo al sole, da un punto di vista prospettico con la terra, le comunicazioni saranno quindi difficili questo costringerà ridurre al minimo i collegamenti con tutte le navicelle ed i rover su Marte. MRO inizierà la sua missione ai primi di novembre.

  

(Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it - immagini NASA/JPL/University of Arizona )

 

   

Il fondo di Ius Chasma mostra crateri da impatto e piege vulcaniche

   

Mars Reconnaissance Orbiter: le sue immagini rivoluzioneranno l'esplorazione marziana con nuove drammatici particolari della superficie del pianeta.

Presto potremo "vedere" i due rover, le aree di sbarco dei Viking, dove sono finiti i dispersi Beagle 2 e Mars Polar Lander.

 

 

I risultati di MRO  permetteranno agli scienziati di individuare i migliori siti per le future esplorazioni del pianeta da parte di esploratori automatici fissi e mobili (lander e rover) ma, sopratutto, consentirà di scegliere dove far scendere la prima missione umana sul pianeta con la creazione di mappe dettagliate del pianeta.