Mars Reconnaissance Orbiter

 

 

L’ESAME DEGLI STRATI POLARI RACCONTANO LA STORIA DI MARTE

Così come sul Mars Express anche il Shallow Subsurface Radar installato sul  Mars Reconnaissance Orbiter - fornito dalla Agenzia Spaziale Italiana - ha iniziato a sondare ì poli marziani rivelando una intricata presenza di strati di ghiaccio e sabbia. Gli strati dei poli marziani “visti” dal radar della navicella in sezione, ci raccontano la storia nascosta del pianeta. Queste immagini ci evidenziano la stratificazione delle aree ghiacciate prese in esame la cui composizione e spessore ci indicano l’andamento climatico del pianeta nel corso dei millenni analogamente come si studiano sul nostro pianeta quando si esaminano i ghiacci polari o della Groenlandia. Il radar è riuscito ad arrivare fino al fondo del ghiaccio – d’acqua – rivelando la nascosta superficie rocciosa e così indicandoci il reale spessore della calotta.

 

Il grande valore aggiunto dell’arrivo del Mars Reconnaissance Orbiter, capace di osservare minuziosamente dettagli della superficie, è la sinergia che si sta ottenendo lavorando con i rover in superficie. L’unione delle forze di questi strumenti sta dando i suoi primi frutti. Le analisi mineralogiche provenienti dagli spettrometri, condotte sul pianeta e combinate con quelle riprese dall’orbita, ci danno una visione d’insieme precisa ed attendibile della storia del pianeta rivelando la presenza di aree formate da argille, di minerali d’alabastro sparsi nelle dune sabbiose e di ematite, tutti elementi forti indicatori di acqua. Alla luce di questi risultati sarà possibile individuare nuove strutture da esaminare e definire nuove strategie nella comune ricerca d’informazioni e prove su come l’acqua abbia contribuito nella conformazione della regione di Gusev Crater e Meridiani Planum.  La combinazione dei dati ottenuti, unitamente a quelli del Mars Express, darà quindi un nuovo importante impulso alla esplorazione del pianeta.

 

 

(Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it - immagini NASA/JPL/University of Arizona )

 

 

Immagine ad alta risoluzione di un’area situata nei pressi del polo nord. Le grandi stratificazioni di ghiaccio e sabbia sono evidenti. Sono presenti anche aree fortemente butterate, dove il ghiaccio invece di accumularsi come dovrebbe, si presenta stranamente assottigliato mentre in altri punti è addirittura assente. La lettura dell’immagine da parte dei geologi è una vera e propria “mappa del tempo” che indica il variare ciclico del clima marziano (con evaporazioni seguite alla copertura dello strato scoperto da parte di sabbia portata dal vento).

 

   

Polo Nord - Radargramma del 22.11.2006. Nei riquadri a sinistra vediamo lo spessore e gli strati dei ghiacci che si trovano sulla calotta polare nord del pianeta. La scala delle altezze varia dal nero (minimo riflesso) al bianco (massima riflessione).  Il riquadro più grande evidenzia le aree di maggior riflessione, dove sono maggiormente evidenti i cambiamenti climatici che hanno generato strati di ghiaccio e sabbia che sono ciclicamente evaporati e poi riformati in spessori più o meno grandi secondo le variazioni climatiche del pianeta.  Le differenze e gli intervalli negli echi di ritorno (in scala quasi verticale) hanno permesso agli scienziati di individuare quantitativamente le stratificazioni del ghiaccio, la loro composizione (acqua e sabbia) ed il loro spessore. Queste immagini costituiscono una vera e proprio calendario geologico, una “mappa del tempo” che che ha registrato le variazioni del clima marziano. L’immagine è messa confronto con la mappa altimetrica ottenuta dal Mars Orbiter Laser Altimeter che si trova sull’altra navicella della NASA, il Mars Global Surveyor (il verde rappresentano le parti basse, il bianco rosso le parti elevate) ed una fotografia sempre di MGS dove si vedono le stratificazioni (in scala di grigio) esaminate dal radar.

   

Polo Sud - Radargramma ottenuto dal Shallow Subsurface Radar instrument (SHARAD) installato sul Mars Reconnaissance Orbiter. La scala delle altezze varia dal nero (minimo riflesso) al bianco (massima riflessione). Il radar ha attraversato lo spessore del polo sud il 10 novembre 2007, superando la distanza di oltre 800 metri fino ad arrivare alla sottostante roccia. Le differenze e gli intervalli notati negli echi di ritorno (in scala quasi verticale) hanno permesso agli scienziati di individuare quantitativamente le stratificazioni del ghiaccio, la loro composizione (acqua e sabbia) ed il loro spessore. Una vera e propria “mappa del tempo” che ci indica il variare del clima durante le ere geologiche marziane. L’immagine è messa confronto con la mappa altimetrica ottenuta dal Mars Orbiter Laser Altimeter che si trova sull’altra navicella della NASA, il Mars Global Surveyor (verde le aree basse, bianco rosso le aree elevate).