Mars Global Surveyor

dall'orbita di Marte

 

 

25.04.07 - PIU’ COLPEVOLI PER LA PERDITA DI MGS

Dopo aver sorvegliato dall’alto Marte per un lasso di tempo quattro volte superiore al preventivato ed aver così contribuito a scoperte di importanza rilevante, come la presenza di calanchi marziani di recente formazione dovuta al fluire di un liquido (acqua?) il Mars Global Surveyor si è “spento” per mancanza di energia a causa di una complessa sequenza di eventi che hanno coinvolto il computer di bordo e alcuni comandi di routine inviati da terra che hanno causato una avaria alle batterie. Queste le cause individuate dalla Commissione di Revisione Interna, istituita della NASA allo scopo di scoprire le cause della perdita della navicella e per produrre nuove procedure in grado – per quanto possibile - di evitare che si possano creare nuovamente situazioni simili che possano portare alla perdita di un costoso satellite.

La Commissione ha constatato che l’ultima comunicazione arrivata da MGS è stata ricevuta il 2 novembre 2006. Undici ore dopo le batterie della navicella si sono esaurite e non potendo più controllare il proprio orientamento MGS si è letteralmente spento.

 

Quel giorno all’orbiter era stato inviato un comando per eseguire una verifica di routine sull’orientamento dei pannelli solari. Alla fine dei controlli l’orbiter ha inviato una serie di allarmi per poi interrompere le trasmissioni. Questa è stato l’ultimo contatto. Molto probabilmente MGS non si è più riposizionato con i propri pannelli verso il Sole, ma si è orientato in modo errato esponendo alle radiazioni solari uno dei due pacchi batterie di bordo. In breve tempo le batterie si sono surriscaldate andando in avaria e provocando la perdita di energia anche dal secondo “pacco”

In questa fase l’errato orientamento dell’antenna ha impedito di ricevere a terra lo svolgersi della situazione, mentre nello stesso tempo il software di bordo non interveniva in alcun modo per “salvare” la navicella in quanto non vi era nel programma alcuna istruzione per casi di questo genere (impedire un surriscaldamento delle batterie).

Il rapporto solleva da ogni responsabilità i tecnici del JPL, in quanto hanno operato in assoluto rispetto delle procedure che, purtroppo, non prevedevano simili situazioni, ed indica di tenere conto dell’accaduto implementando i software delle missioni attualmente in corso ed in quelle future.

 

 

 (Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it)

 

  

 

Foto credit: [ASU THEMIS Science Team] - Christensen, P.R., B.M. Jakosky, H.H. Kieffer, M.C. Malin, H.Y. McSween, Jr., K. Nealson, G.L. Mehall, S.H. Silverman, S. Ferry, M. Caplinger, and M. Ravine, The Thermal Emission Imaging System (THEMIS) for the Mars 2001 Odyssey Mission, Space Science Reviews, 110, 85-130, 2004

 

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