Mars Global Surveyor

dall'orbita di Marte

 

 

 

24.11.06 – MGS NON RISPONDE

 

Mars Global Surveyor potrebbe essere arrivato alla fine della sua decennale carriera dopo che, il 22 novembre 2006, non è riuscito il previsto contatto radio con il rover Opportunity.  Lanciato dalla base di Capo Kennedy il 7 novembre 1996, la navicella ha poi raggiunto Marte il 12 settembre dell’anno seguente. Dalla sua entrata in orbita sono state più di 240.000 le immagini trasmesse a terra unitamente ad un enorme flusso di altri dati che nel loro complesso costituiscono il primo caso di osservazione continua e globale del pianeta rosso da quando lo si esplora con satelliti artificiali. Niente male se si considera che i sistemi della navicella erano stati progettati e garantiti per un funzionamento di quattro anni. Proprio pochi giorni fa MGS aveva compiuto il suo decimo compleanno, celebrato negli Stati Uniti con una splendida immagine del polo nord. L’immagine era stata ripresa due giorni prima di “spegnere” la navicella inserendo il “pilota automatico” nell’attesa di riprendere i collegamenti non appena fosse riemersa dai fiammeggianti disturbi della congiunzione solare. Il Jet Propulsion laboratory ha comunicato che l’ultima comunicazione ricevuta a terra è del 2 novembre 2006, quando il Mars Global Surveyor segnalava difficoltà nell’orientare uno dei pannelli solari verso il Sole. Un’avaria che in poco tempo avrebbe lasciato la navicella senza energia elettrica per continuare a trasmettere. Da quel giorno i tecnici del JPL non sono riusciti più a contattare MGS nonostante i numerosi tentativi di ristabilire il contatto radio. Approfittando della presenza del Mars Reconnaissance Orbiter e delle sue macchine fotografiche ad alta risoluzione, si è anche cercato di fotografare MGS per vedere in quale stato si trovasse, ma l’analisi preliminare delle immagini non ha dato fin’ora alcun esito utile a scoprire cosa sia accaduto al satellite. Ulteriori indagini sono in corso, ma la possibilità di recuperare MGS appaiono molto remote anche perché i suoi componenti hanno da lungo tempo superato la loro vita operativa e quindi potrebbero aver ceduto di colpo. Comunque i tentativi di comunicare con il Mars Global Surveyor continueranno ancora nel mese di novembre e poi a spot anche a dicembre 2006.

Comunque vada a noi restano le straordinarie scoperte scientifiche, come la scoperta di canali e calanchi sui bordi di molti crateri, probabilmente formati dallo scorrere di acqua allo stato liquido e la cui assenza di crateri da impatto ne indica un’età geologicamente recente. La scoperta di concentrazioni di minerali che si possono essere formati solo in ambienti umidi come l’ematite rilevata su Meridiani Planum, una scoperta che ha influenzato gli scienziati nella scelta della regione su cui far scendere il rover Opportunity, che poi ha confermato l’esistenza del minerale e svelato che su Meridiani, un tempo esisteva un grande mare. La stesura della prima mappa altimetrica marziana, che ha portato alla scoperta di antichissimi crateri, erosi al punto da risultare quasi invisibili alle normali riprese topografiche e la mappatura di canyons all’interno delle calotte polari.  La scoperta di un campo magnetico residuo, indice che un tempo Marte aveva un campo magnetico simile a quello terrestre che lo proteggeva dalle letali radiazioni cosmiche che oggi sterilizzano la sua superficie. La scoperta di formazioni geologiche dovute allo scorrere di grandi fiumi, come delta fluviali, a ulteriore dimostrazione dell’antica presenza in superficie di acqua allo stato liquido, una presenza durata almeno millenni. La continuità decennale del telerilevamento del Mars Global Surveyor ha poi portato alla scoperta che anche su Marte, come sul nostro pianeta è in atto un riscaldamento globale, un cambiamento climatico planetario confermato dalle fotografie dal ritiro dei ghiacciai e dal progressivo sciogliersi delle calotte polari. Oltre alle scoperte scientifiche MGS ha contribuito in modo determinante alla realizzazione di importanti missioni e alla scelta delle aree su cui si poseranno Phoenix e il Mars Science Laboratory. Importante contributo è poi arrivato dal costante monitoraggio della mutevole atmosfera marziana, una sorta di previsioni del tempo che hanno contribuito a determinare le migliori procedure da seguire per l’inserimento in orbita dei nuovi orbiter. Non va dimenticato, inoltre, che MGS è servito anche come stazioni ripetitrice per i due rover Opportunity e Spirit.

 

 

 (Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it)

 

  

 

L’immagine che vediamo, una delle ultime arrivate, è stata scattata il 15 ottobre 2006 e ci mostra il polo nord del pianeta. Le formazioni circolari visibili nella parte sinistra della foto sono nuvole formatesi nei pressi del polo nord. L’immagine ha una risoluzione di 7,5 km per pixel. Questo tipo di nubi stagionali sono molto comuni a queste latitudini e sono il risultato di correnti ascensionali provenienti dalla bassa atmosfera. A dispetto della loro somiglianza con i comuni uragani terrestri, queste nuvole non sono il risultato di forti venti e per questo motivo si dissolvono nel giro di pochi sol. L’immagine è stata ripresa due gg prima di “spegnere” la navicella mettendola in stand by in attesa di riprendere i collegamenti non appena riemergerà dai fiammeggianti  disturbi della congiunzione solare.

 

Foto credit: [ASU THEMIS Science Team] - Christensen, P.R., B.M. Jakosky, H.H. Kieffer, M.C. Malin, H.Y. McSween, Jr., K. Nealson, G.L. Mehall, S.H. Silverman, S. Ferry, M. Caplinger, and M. Ravine, The Thermal Emission Imaging System (THEMIS) for the Mars 2001 Odyssey Mission, Space Science Reviews, 110, 85-130, 2004

 

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