Mars Global Surveyor

dall'orbita di Marte

 

 

10.12.06 - ACQUA SU MARTE! ECCO LE PROVE ......

 

Da tempo si cercavano le prove della presenza dell’acqua su Marte e finalmente eccole sotto i nostri occhi, nelle immagini mostrate dalla NASA alla stampa solo pochi giorni fa. Ora finalmente abbiamo le prove che – almeno in due punti - negli ultimi sei anni l’acqua è fluita in superficie scavando un lungo canale - sull’orlo di un paio di crateri - e lasciando al suo passaggio un brillante deposito chiaro. E’questo deposito la prova che i planetologi cercavano da tempo.

I planetologi statunitensi hanno asserito che il fenomeno può essere stato causato solo dall’acqua che dopo essere fuoriuscita dal suolo è poi congelata in brina, oppure è evaporata lasciando al suolo residui di sedimenti e sali. L’origine geologica dei calanchi – dovuta a frane naturali - è invece stata scartata proprio per la presenza di depositi dal colore chiaro. Già nel 2002 erano state scoperte strutture simili su di una landa sabbiosa, ma proprio la presenza di dune ed il colore scuro dei depositi avevano suggerito che la causa della loro formazione ad probabilmente dovuta ad una frana di sabbia.

I due nuovi canali sono stati trovati all’interno di due crateri, uno nella Terra Sirenum, l’altro nella regione di Centauri Montes, nel sud del pianeta e sono stati trovati esaminando immagini risalenti al 2004 e al 2005 – da qui la datazione del fenomeno.

Ora è quindi certo che su Marte l’acqua fuoriesce saltuariamente dalla superficie – grazie ad un meccanismo ancora tutto da decifrare - e prima di gelare o sublimare in gas resta allo stato liquido un periodo breve ma utile a scavare lunghi solchi sui fianchi di scarpate e crateri. Le implicazioni di questa conferma sono sensazionali. Noi ben sappiamo che l’acqua allo stato liquido, diversamente dal ghiaccio e dal vapore è un elemento necessario alla vita – come noi la concepiamo - e questo nuovo ritrovamento apre ulteriori speranze che su Marte possa esistere una qualche forma di vita seppur a livello microscopico. Saranno le prossime missioni, alcune delle quali saranno guidate in queste aree dalle immagini ravvicinate del Mars Reconnaissance Orbiter, a darci nuove risposte in merito.

La sensazionale scoperta è frutto del lungo ed estenuante lavori d’analisi che il team della NASA, del JPL e della Malin sta eseguendo sulle oltre  240.000 immagini ricevute dal Mars Global Surveyor. Da quando è entrato in orbita marziana, nel 1996, MGS ha scoperto decine di migliaia di calanchi e stretti canali sui fianchi interni di molti crateri e scarpate, la maggior parte a latitudini superiori ai 30°. L’annuncio della loro scoperta fu dato nel 2000 e da allora sono stati messi sotto osservazione, alla ricerca di cambiamenti, centinaia di siti campione, molti dei quali sono ancora sotto esame da parte del team di Malin che gestisce le immagini di MGS.

MGS è in orbita marziana da ben 10 anni e quindi un decennio che abbiamo la possibilità di monitorare la superficie del pianeta testimoniando variazioni climatiche e cambiamenti geologici.

La navicella non ha ripreso più i contatti con la terra dall’inizio di novembre, da quando cioè ha superato l’opposizione perielica che aveva costretto i tecnici della NASA a lasciarla con il solo autopilota attivo.

 

 (Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta-marte.it)

 

 

In alto le immagini relative alla gullies che si è formata all'interno di un cratere situato nella Terra Sirenum

 

 

In alto e in basso la gullies che si è formata all'interno di un cratere nella regione di Centauri Montes

 

 

 

Foto credit: [ASU THEMIS Science Team] - Christensen, P.R., B.M. Jakosky, H.H. Kieffer, M.C. Malin, H.Y. McSween, Jr., K. Nealson, G.L. Mehall, S.H. Silverman, S. Ferry, M. Caplinger, and M. Ravine, The Thermal Emission Imaging System (THEMIS) for the Mars 2001 Odyssey Mission, Space Science Reviews, 110, 85-130, 2004

 

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