Mars Global Surveyor

dall'orbita di Marte

 

18.05.05 - trovato il mars polar lander

MGS vede i Viking, Pathfinder e lo sperduto Mars Polar Lander

In orbita dal 1997, conclusa la sua missione primaria, il Mars Global Surveyor sorveglia costantemente il pianeta rimandandoci preziose immagini della superficie e dei suoi cambiamenti climatici. Una missione di grandissimo successo quella di MGS che ha permesso agli scienziati di scoprire un pianeta estremamente dinamico, ed ai tecnici che lo gestiscono di sperimentare nuove metodologie per fotografare siti particolarmente interessanti e di distinguere particolari di dimensioni dell’ordine di pochi metri. Le tecniche acquisite saranno poi trasferite  al Mars Reconnaissance Orbiter,,  prossimo al lancio, e permetteranno di rilevare con precisione sulla superficie oggetti molti piccoli. Una tecnica che sarà molto utile quando ci saranno le prime missioni umane per controllare dall’alto habitat, mezzi e perché no persone. I risultati più eclatanti da un punti di vista di curiosità sono le immagini trasmesse dei siti dei due rover Spirit e Opportunity, ma anche dei lander Viking, di Pathfinder e con molta probabilità dello sperduto Mars Polar Lander, i cui contatti si sono persi durante la sua discesa sulla superficie marziana il 3 dicembre del 1999.

 

 

(Copyright testi & fotocomposizioni - pianeta marte.it)

 

                                                                                                                                                                      

   
     
   
     
   
     
 

Mars Polar Lander

 

La perdita del Mars Polar Lander, nel dicembre del 1999, fu un evento traumatico per la NASA che, con la perdita quasi contemporanea del Mars Global Observer, rischiò d’essere travolta insieme all’intero programma d’esplorazione di Marte. Le cause della perdita di MPL rimangono ancora oggi solo una mera ipotesi e riuscire a “vedere” la navicella in superficie fu per molti considerato un elemento di grande importanza per cercare di svelare il mistero della sua scomparsa. Subito dopo la sua scomparsa, la telecamera del Mars Global Surveyor, che ha normalmente una risoluzione di 1,5 metri/pixel, fu impiegata nella ricerca della navicella perduta. Quello che si cercava nelle immagini scattate all’interno dell’ellisse di discesa (l’area teorica nella quale un’astronave scende su di un pianeta) erano le tracce del suo paracadute (bianco) e nelle sue vicinanze (massimo un chilometro) un’area più scura dovuta all’accensione dei motori di frenata della sonda, con un piccolo punto bianco sopra (il lander). Analizzando le immagini nel  2000 il JPL e Malin annunciavano d’aver individuato alcuni particolari rispondenti alle caratteristiche su citate ma, non essendo possibile alcuna controprova, il contenuto dell’immagine non poteva essere collegato con sicurezza al lander di MPL. Quando nel 2004 MGS riprendeva l’area d’atterraggio dei MER, ottenendo per la prima volta  delle immagini dei loro paracadute distesi sulla superficie si poteva  finalmente confrontare queste con quelle ottenute nel 2000. Infatti il grado di riflessione della luce dei paracadute dei MER è lo stesso di quello di MPL (sono fatti dello stesso materiale). Il confronto ha dato buone indicazioni il grado di riflessione è lo stesso e quindi e veramente possibile che quanto visibile nelle immagini corrisponda effettivamente al paracadute di MPL. Se prendiamo per valida questa comparazione e accettiamo che l’immagine ci stà effettivamente mostrando MPL, ciò indicherebbe che il Mars Polar Lander si è avvicinato alla superficie in modo (apparentemente) normale, il suo paracadute si è regolarmente sganciato, ed i motori di frenata hanno funzionato. Per quanto tempo, se in anticipo o in ritardo questo le immagini non lo possono dire. I retrorazzi dei MER erano molto più grandi di quelli di MPL, hanno iniziato a funzionare ad un’altezza di circa 100 metri per spegnersi a circa 20/25 metri dalla superficie. L’area scura che si vede nelle foto del 2000 mostra un’estensione simile a quella generata dai retrorazzi dei MER. Le immagini comunque confermano l’ipotesi ufficiale sulle cause della perdita della sonda. I motori si sono probabilmente accesi all’altezza convenuta, ed hanno continuato a funzionare fino a che il sistema elettronico di bordo non ha ricevuto la conferma del contatto delle gambe d’appoggio al suolo. L’inchiesta ha stabilito che una volta aperte il sistema di blocco delle gambe (in posizione aperta) può però aver ingannato questo controllo elettronico il quale ha “pensato” che il lander si fosse posato mentre in realtà si trovava ancora a parecchi metri d’altezza. Questo può aver provocato lo spegnimento anticipato dei motori così ché il lander è caduto da un’altezza 40 metri, equivalente nella gravità terrestre a 12 metri. Il piccolo punto bianco al centro dell’area scura potrebbe quindi essere veramente MPL che, pur cadendo pesantemente, si trova  più o meno “intatto” al suolo. L’importanza di queste verifiche è che ora la NASA ha la fotografia di un’area “candidata” che, con il nuovo sistema d’immagine adottato per MGS, si può nuovamente riprendere per verificare ad una risoluzione migliore (0,5 metri/pixel che può quindi farci vedere obiettivi grandi 1 – 1,5 metri) se effettivamente quanto si vede è il Mars Polar Lander. La necessità di un’area “candidata” era indispensabile. Infatti l’area dove si è posato MPL è per la maggior parte dell’anno ricoperta di ghiaccio secco (CO2). Considerando i periodi estivi, la verifica dell’intera ellisse d’atterraggio, senza un punto preciso dove cercare, richiederebbe almeno 60 anni terrestri. Al momento della stampa di questa nota con l’arrivo della primavera la copertura di CO2 sull’area si stà sciogliendo e quindi presto avremo una risposta definitiva.

     
     
   
     
   
     
 

Viking Lander 1

La prima figura mostra quail metodi sono stati usati per individuare sulla superficie marziana il lander del Viking 1 dagli stessi membri del team Viking che si sonio basati dai pertiocolari tratti dalle immagini trasmesse dal lander. Usando metodi geodetici Marton Davies della RAND Corporation ha suggerito di verificare alcune immagini di MGS. La ricerca effettuata con Timothy J. Parker del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, in California, ha portato ad individuare il lander in una area vicina alla struttura “B” chiamata informalmente "Volkswagon Rock".

     
   
     
   
     
   
     
 

Viking Lander 2

 Il più importante “ritrovamento” di MGS è stato individuare l’esatta posizione del lander dio Viking 2, la cui ubicazione è rimasta incerta per quasi trent’anni. La fotografia “A” è un mosaico d’immagini riprese dall’orbiter del Viking che hanno una risoluzione di 75 metri/pixel. In “B”  il Mars Global Surveyor ci mostra una vista della stessa area ma con una risoluzione di 3 metri/pixel. Le sezioni “C” e “D” sono immagini ottenute con un nuovo metodo di rilevamento che permette di arrivare alla massima risoluzione teorica delle telecamere di MGS di 0,5 metri /pixel. In queste immagini è possibile rilevare (per un occhio esperto) la sagoma del lander del Viking 2. Lo schema mostra l’orientamento del lander e i suoi principali elementi. Trovare il Viking 2 è stata una vera e propria sfida tecnica e geodetica. Il terreno estremamente uniforme impediva, sulla carta, di poter distinguere il lander dalle altre conformazioni presenti, ma la tenacia dei ricercatori ha dato il successo sperato. Per la sua individuazione sono state utilizzate tutte le immagini significative trasmesse dal lander da “Utopia Planitia” località sulla quale si era posato il 3 settembre del 1976. I particolari visibili nelle immagini sono stati prima ricercati nelle immagini riprese dall’orbita, e poi condotti con triangolazioni particolari all’ipotetico luogo da cui erano state effettuate le foto. Le coordinate sono state trasmesse ad MGS il quale ha fotografato l’area con il nuovo metodo di telerilevamento. Il risultato ha portato alla individuazione del lander.

     
     
   
     
   
     
 

Mars Pathfinder

 

La ricerca di Pathfinder è stata molto facilitata per le caratteristiche colline che si trovano nelle vicinanze del lander, colline chiamate Nord Peak e Twin Peaks. Nelle immagini oltre al lander è possibile individuare oltre al lander anche il masso chiamato “Yogi”, un punto scuro al di sopra di MPF indicato dalla freccia.