Phobos e Deimos sono due piccoli frammenti
rocciosi più somiglianti ad asteroidi che a due piccole lune. Le loro orbite si trovano sul piano equatoriale di Marte, così vicine alla
superficie che un ipotetico osservatore posto ai poli non sarebbe in grado di vederli.
Phobos gira ad una distanza di 6000 km (circa) impiegando 7 ore e mezza per compiere un
giro completo, Deimos invece si trova a circa 20000 km, e compie unorbita in 30 ore
e 18 minuti. Entrambi ruotano in sintonia con Marte mostrando quindi la stessa faccia al
pianeta, coma fa la Luna con la Terra. Sembra che Phobos acceleri durante la
sua orbita e quindi che questa sia una lunga spirale che nel corso dei millenni
la porterà a cadere su Marte. Studi sono in atto per determinare quale sarà il
futuro di questa piccola luna.
Le piccole dimensioni dei due satelliti hanno sempre impedito agli
astronomi di ottenere da Terra una loro misura diretta. Le loro dimensioni ci sono state
rivelate dalle sonde spaziali inviate dalla NASA. La prima misura di Phobos fu eseguita
dal Mariner 7, ma fu il Mariner 9 a chiarire definitivamente dimensioni e aspetto delle
due lune. In seguito a queste informazioni si aggiunsero quelle due sonde Viking. Le sonde
ci hanno trasmesso immagini che mostrano come Phobos e Deimos abbiano una forma allungata
e irregolare. Deimos misura 13,5 per 12 chilometri, Phobos 25 per 21 km. Entrambi hanno la
superficie completamente ricoperta di crateri. Su Phobos hanno varie forme e sembrano di
età molto diverse. Il cratere maggiore (Stickney), con un diametro di 10 chilometri,
corrisponde a circa il 40 per cento del diametro del satellite. Al contrario, la superficie
di Deimos appare meno scabrosa, a causa del parziale riempimento dei crateri da parte di
polveri e detriti. Vi sono anche numerosi macigni della grandezza di 10 - 30 metri sparsi
ovunque. Per via delle piccole dimensioni dei satelliti, gli impatti che hanno formato i
crateri, hanno a loro volta inevitabilmente modificato la loro forma scavando spigoli
aguzzi e sporgenti. Nonostante queste differenze, i planetologi non escludono che entrambe
le lune abbiano avuto unorigine comune.
Le ipotesi al momento più attendibili sono due:
Questa ipotesi è, al momento, quella a ricevere maggiori consensi poiché i dati
inviati dai Viking indicano una composizione simile a quella delle meteoriti
carbonacee provenienti dalla cintura degli asteroidi. La loro posizione orbitale
però, i due satelliti sono molto vicini all'equatore di Marte, smentisce
questa ipotesi. Infatti non vi è alcun ovvio meccanismo che provochi un
cambiamento significativo
nell'orbita di un corpo catturato, che lo porti a giacere sul piano equatoriale,
situazione altrimenti molto improbabile

VIKING ORBITER
(1975 - 1983)

MARS GLOBAL SURVEYOR (1997 ad oggi)
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LA MISSIONE DEL
MARS GLOBAL SURVEYOR |
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Phobos as viewed on August 19, 1998,
10 AM PDT. The MGS spacecraft was approximately 1080 km (671 mi) from Phobos at closest
approach. This image, about 8.2 km (5.1 mi) wide by 12 km (7.5 mi) tall, shows the full
field-of-view of the Mars Orbiter Camera (MOC) as spacecraft motion swept across the
satellite. The image as shown here has a scale of 12 m (40 feet) per picture element
("pixel").
(539 KByte GIF image)
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Mars
Express (2003 ad oggi) |
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LA MISSIONE DI
EXPRESS |
L’Agenzia
Spaziale Europea (ESA) ha rilasciato al pubblico la prima fotografia ad alta
risoluzione di Phobos. Express è riuscita ad ottenere, da 200 km di
distanza, un’immagine con una risoluzione di 7 metri per pixel ed un
dettaglio senza precedenti. Già in precedenti missioni si erano attenute
altre foto di Phobos. La missione americana Viking era riuscita ad ottenere
alcune immagini, parziali, con una risoluzione di pochi metri per pixel ma
non così dettagliate per via della forte velocità orbitale che avevano
entrambe gli oggetti durante l’incontro. Con queste nuove immagini si spera
di poter svelare la vera origine di Phobos e comprendere quale sarà il suo
futuro. Express incontra periodicamente Phobos durante la parte più bassa
della sua orbita, quando cioè raggiunge un’altezza di 270 km dalla
superficie di Marte, appena sopra la sua atmosfera. L’abilità dei tecnici a
Terra stà nel ruotare la navicella in tempo a puntare la camera HRSC verso
Phobos cercando di “centrare” il momento giusto. Infatti non è facile
predire con precisione dove si trova la piccola luna in quanto percorre
un’orbita a spirale che lentamente la porterà a precipitare sul pianeta.
Prova ne è che l’immagine ottenuta, ha rilevato Phobos cinque chilometri più
vicino di quanto previsto. Questo potrebbe essere una indicazione della
costante accelerazione che subisce la luna durante il suo vorticare a
spirale che la porterà fra molti millenni a cadere su Marte oppure a
disintegrarsi prima sotto l’azione della forza di gravità del pianeta.
(ALTRE IMMAGINI) |

Mars Reconnaissance Orbiter
(2006 ad oggi)