Agli inizi del 1600 1invenzione del telescopio, e il suo utilizzo
nelle osservazioni astronomiche, aprirà nuove ed inaspettate prospettive allo studio
degli astri e dei pianeti. Storicamente, va a Galileo Galilei il primato dessere
stato il primo a volgere il cannone al cielo. Nel corso delle sue osservazioni,
Galileo riprese gli studi di Copernico e ne difese le conclusioni eliocentriche. Nel 1610,
pubblicò il Sidereus Nuncius, dove annunciò la scoperta dei quattro principali
satelliti di Giove. Nel 1616 fu severamente ammonito dal cardinale Bellarmino ad
abbandonare lipotesi dannata dellEliocentrismo, ma Galileo continuò con
discrezione le sue ricerche.
(Galilei - ritratto di
Ottavio Leoni)
Sedici anni dopo, illudendosi daver come amico il nuovo Pontefice,
Urbano VIII, diede alle stampe uno dei maggiori capolavori della scrittura scientifica di
tutti i tempi, il Dialogo sopra i massimi sistemi, nel quale demoliva
definitivamente il sistema Tolemaico, a favore del sistema Copernicano. Denunciato al
Santo Uffizio fu processato e condannato allabiura e, dopo un periodo di carcere a
Siena, gli fu concesso di rientrare ad Arcetri dove restò confinato per il resto della
propria vita. In questo luogo Galileo continuò i propri studi pubblicando, nel 1638, il
celebre Discorsi sopra due nuove scienze, dove riprese gli studi sulla dinamica dei
corpi iniziati anni prima a Pisa quando, dalla cima celebre torre, svolgeva esperimenti
lasciando cadere al suolo oggetti di masse diverse. le sue ricerche gettarono i fondamenti
della meccanica moderna. Fu nel 1610 che Galileo Galilei osservò per la prima volta
Marte, ma il suo piccolo strumento non gli permise dapprezzare dettagli della
superficie. Ciò nonostante scoprì le fasi del pianeta rosso, come risulta da un suo
scritto inviato a padre Domenico Castelli il 30 dicembre del 1619. Il contributo di Galileo alla scienza sperimentale fu fondamentale ed
illuminante, ed il suo utilizzo pratico del cannocchiale aprì allastronomia
una nuova e rivoluzionaria via di studio

Pagina autografa dove Galileo
espone la sua scoperta dei satelliti di Giove