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Il DEEP SPACE NETWORK compie quaranta anni Sono passati 40 anni dal 24 dicembre del 1963, quando un memo del Dr. William Pickering, allora direttore del Jet Propulsion Laboratori, annunciò la creazione del Deep Space Network (DSN). Cinque anni prima erano iniziati i lavori di costruzione delle antenne del network di Goldstone, in Claifornia nel deserto del Mojave, mentre altre erano in preparazione a Woomera, in Australia, e a Johannesburg, in Sud Africa. Fu la volontà del Dr. Pickering a fare in modo che queste sensibili orecchie artificiali potessero funzionare all’unisono per captare i segnali provenienti da navicelle terrestri in missione nello spazio profondo. Durante i seguenti quaranta anni il sistema si è evoluto e modernizzato. Le antenne originali di 26 metri di diametro presto furono affiancate da altre molto più grandi mano a mano che le navicelle spaziali si evolvevano in sistemi di comunicazione sempre più sofisticati. Dal 1978 al 1980 il sistema di antenne di 26 metri si è potenziato con l’aggiunta di vari radomi da 34 metri, poi da 64 fino a giungere agli attuali 70 metri (di diametro). Le “vecchie” antenne da 34 sono poi state modernizzate con un nuovo sistema elettronico di ricezione trasmissione, ed attualmente sono utilizzate come fari per le navicelle più lontane. Ovviamente anche il sistema di ricezione si è evoluto passando dagli iniziali 8 bit per secondo di ascolto di una navicella alla volta agli attuali megabit di telemetria contemporanea per più di tre dozzine di satellite sparsi nel sistema solare. Questi satelliti spaziano da network nelle vicinanze della Terra a lontane navicelle poste ai limiti estremi del nostro sistema. Mentre Goldstone è rimasta in questi decenni nella sua località iniziale negli stati Uniti, nuovi siti sono stati trovati per le altre antenne. In Australia ora ile antenne del DSN sono a Canberra, mentre le altre ora si trovano a Madrid, in Spagna. In questo modo è possibile mantenere un costante contatto con le navicelle nonostante la rotazione del nostro pianeta. Senza questo sistema sarebbe stato impossibile compiere la prima esplorazione spaziale dei pianeti con le missioni dei Mariner, Viking, Pioneer, Voyager, Galileo, il Solar and Heliospheric Observatory, e Mars Pathfinder. Ricevere le attuali scoperte delle navicelle Mars Global Surveyor, Odyssey, Express, Opportunity, Spirit e Cassini. E senza ombra di dubbio il Deep Space Network continuerà in futuro a restare in ascolto dei segnali che ci giungeranno dalle nostre navicelle fin’oltre i confini del nostro Sistema Solare.
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