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Impatto finale
Spigolando sulle riviste specializzate ho trovato due articoli che mi
hanno fatto riflettere per la diversità con cui sono stati presentati ai
lettori. Si tratta dei brani apparsi su Scienze e sul Planetary
Report riguardanti la scoperta dell'asteroide 2008 TC3 che ha "quasi"
colpito la Terra, il 7 ottobre 2008, con l'energia di una bomba atomica da
1 chiloton. Per la prima volta il sistema "sentinella" ha scoperto
osservato e studiato per 19 ore un asteroide di circa 8 metri di diametro
in rotta di collisione con il nostro pianeta. Il corsivo apparso sulle
Scienze enfatizza il successo del sistema di avvistamento e dei
risultati analitici ottenuti (dalle analisi spettroscopiche si è potuto
scoprire che si trattava di un meteoroide di composizione mai studiata
fino ad ora e la raccolta di 50 kg di frammenti caduti per fortuna in una
area desertica del Sudan) notizia interessantissima per gli addetti ai
lavori, tralascia però un aspetto importantissimo che ci riguarda da
vicino ci interessi o no lo spazio: il potenziale pericolo di simili
collisioni e la nostra impotenza al riguardo., E' proprio questo invece il
tema trattato dal Planetary Report, che evidenzia la nostra
totale incapacità di far fronte ad eventi di questo genere, che già in
passato hanno generato cataclismi immani, come quello che 65 milioni di
anni fa ha fatto scomparire i dinosauri e quasi tutte le forme di vita
sulla Terra quando un asteroide di alcuni chilometri di diametro è caduto
nello Yucatan in Messico. Le Scienze esaltano il lato tecnico
scientifico, ma in realtà la sfida tecnico scientifica sta nello
scoprire un asteroide assassino prima che uccida tutti noi e per fare
questo occorrono anni di preavviso ed un sistema in grado di dirottare il
pericoloso killer prima che ci distrugga completamente.
Stefano CAVINA
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