Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

 

OTTOBRE 2008 - LO SPAZIO CI PUÒ SALVARE

 

Un astronauta cinese passeggia nello spazio sventolando una piccola bandiera. Sembrerebbe un gesto sciocco e plateale, ma non è così. Con quest’impresa il gigante orientale entra di diritto nel club delle “potenze spaziale” dimostrando di saper dominare i pericoli dello spazio sia dal sicuro interno d’una navicella che nel pericoloso ambiente circostante. La Cina è veramente interessata allo spazio, non fa propaganda, poche missioni ma in ognuna di queste la dimostrazione di tanta tecnologia e la concreta voglia di esplorare, oltre che di far lavorare le proprie industrie. Presto – per i tempi cinesi – saranno presentati i piani per una stazione spaziale, poi la Luna e molto prima degli “altri”. Ma cosa fanno a tal proposito gli “altri” per lo spazio? E’ evidente, nulla di veramente importante, solo chiacchiere perché troppo occupati a stabilire la propria supremazia su questa sconquassata palla di fango che chiamiamo Terra, per una invasione militare oppure per salvare un “mercato” messo allo sbando dalla leggerezza con cui certe banche si sono imbarcate in affari troppo rischiosi e naturalmente  con soldi dei risparmiatori. Oggi più che mai, il mondo è di fronte ad una crisi molto pericolosa. E non sto facendo la facile Cassandra, basta leggere le prime pagine dei quotidiani. Solo pochi titoli. Mentre l’Africa è sempre più affamata, l’apparentemente ricca Europa è presa d’assalto da migliaia di clandestini, poveri esseri umani spinti, più che dalla fame, dalla ricerca di serenità e sicurezza per le proprie famiglie, una intera umanità di disperati pronti a tutto pur di fuggire alle guerre ed alle malattie che bruciano il continente africano finito in gran parte sotto le mani di dittatori senza scrupoli mascherati da una finta democrazia. Inutile nascondere l’amare verità, non ci ha fatto certamente una gran bella figura l’Europa abbandonando frettolosamente le proprie colonie e protettorati, senza pensare ad una educazione democratica ma solo a come continuare a sfruttare le ricchezze di quel continente. In Europa la grande madre Russia cerca pericolosamente antichi sfarzi zaristi sfidando gli Stati Uniti in un pericoloso gioco militare per dimostrare di essere ancora (e lo è credetemi) una temibile potenza, gettandosi in occupazioni territoriali, arbitrarie e pericolose, infischiandosene altamente della democrazia di un popolo e della sovranità di uno stato confinante. Dall’altra parte dell’oceano gli stati Uniti alzano la voce (e di più non possono e devono fare) preoccupati più di perdere l’egemonia mondiale del “libero mercato” ora che anche il mercato azionario ha dimostrato che il capitalismo sfrenato ed incontrollato sta gettando milioni di persone sul lastrico e nella disperazione, vedendo i propri risparmi svanire nel nulla. Siamo di fronte ad una crisi che se non sarà controllata supererà quella fatale del 1929. Una crisi che portò all’avvento di nazioni totalitarie, e contribuì a scatenare una guerra sanguinosa che aveva come obiettivo finale non solo la supremazia nel mondo per un “nuovo ordinamento” ma anche quella nascosta di risanare, con gli immensi investimenti profusi nello sforzo bellico di risanare i danni economici fatti dalla depressione. Ecco è questo il pericolo, che qualche pazzo sconsiderato ritenga che una piccola guerra controllata, ma che non sarà possibile controllare, possa risollevare le sorti del “libero mercato”. E’ un pericolo reale e le scuse non mancherebbero, non dimentichiamoci dell’Iran. Eppure una soluzione a questi a questi cattivi pensieri esiste, quella di investire nell’esplorazione spaziale.  Lo spazio può certamente contribuire rilanciare un’economia mondiale in recessione e dare agli stati più turbolenti la possibilità di “sfidarsi” in un campo di gioco neutro, come già accaduto in passato. Sarebbe una nuova gara, di prestigio così alto che oltre a sviare pericolose tendenze militari porterebbe alla colonizzazione del sistema solare ed a chissà a quali altre scoperte. Per il bene dei nostri figli spero proprio che sia questa la via finale che le nazioni prenderanno, e in tutto questo il gigante cinese ha un ruolo primario di stimolo verso le altre potenze spaziali, starà a loro a non lasciare ai cinesi mano libera, sarebbe un errore fatale.

 

 

Stefano CAVINA