Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

 

Marzo 2008 - Team Italia per la Luna

 

  

Per chi spera di vedere l’uomo sbarcare su Marte (entro il 2030) seguire le attività che si stanno svolgendo “intorno” alla Luna è il mezzo migliore per valutare il futuro dell’esplorazione del Pianeta Rosso. Infatti, prima si tornerà sul nostro satellite, prima si realizzerà il sogno dell’uomo d’esplorare un vero pianeta. 

Per questo leggo con soddisfazione che oltre alle missioni Governative che molti Stati stanno mettendo realizzando, fra l’altro quest’anno partirà il Lunar Reconnaissance Orbiter, la Società informatica che gestisce Google, il motore di ricerca più famoso al mondo, ha lanciato il concorso Lunar X Prize, con l'obiettivo di trovare team di privati disposti e in grado di mandare robot sul nostro satellite entro il dicembre 2012.

Sono in palio 30 milioni di dollari che saranno assegnati, attraverso la fondazione X Prize, la stessa che aveva lanciato il concorso per la prima astronave costruita da un gruppo industriale privato, vinto poi dalla Virgil Galactic.

Come gli stessi organizzatori hanno ricordato, questi concorsi non sono solo fini a loro stessi ma rappresentano un modo diverso di fare imprenditoria in un campo, quello spaziale, che sta muovendo ora i primi passi e presenta enormi possibilità di sviluppo. Per farvi un esempio se i fratelli Wright avessero concesso il loro brevetto solo ai militari senza investire in una attività privata, poi seguita da molte altre, probabilmente l’aeronautica non avrebbe conosciuto lo sviluppo veloce che ha poi avuto. Fra le dieci compagnie che hanno accettato la sfida compare anche un gruppo italiano, il “Team Italia” che racchiude un’alleanza tra università, ricercatori e due industrie aerospaziali, Alenia e il gruppo Gavazzi.

Il Team guidato dalla dr.ssa Ercole-Finzi ha diverse ipotesi allo studio su come far muovere il robot sul suolo lunare oltre alle tradizionali ruote. Il prototipo che ha catturato di più l'attenzione dei media Usa, è un mezzo più simile a una piccola piovra, con sei tentacoli, Una soluzione che poggia su studi di robotica speciale in possesso al “consorzio” costituito da Università di Napoli, Roma, Torino e Milano. Certo molti importanti aspetti sono ancora da valutare e risolvere fra i più impartanti, la trasmissione dei dati ed il mezzo con cui lanciare sulla Luna il robot. Staremo a vedere

 

 

Stefano CAVINA