Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

 

Maggio 2008 - IL VOLO DELLA FENICE

 

Maggio, maggio finalmente è arrivato  maggio 2008. Fra meno di venti giorni assisteremo ansiosi alla discesa in diretta di Phoenix la navicella della NASA che, dopo la sfortunata avventura del Polar Lander, tenterà nuovamente di raggiungere il polo nord del pianeta. Una missione importantissima i cui risultati apriranno nuove fonti d'indagine e faranno sorgere nuove domande. Con un'atmosfera di appena un millesimo di quella della Terra ben sappiamo che l'acqua non può permanere, se non in casi molto particolari, allo stato liquido. Acqua, fonte di vita per come la conosciamo "noi terrestri". L'assenza di un importante strato di ozono poi permette il passaggio a tutte le emissioni solari. Senza alcun filtro le radiazioni ultraviolette raggiungono la superficie del pianeta sterilizzandolo inesorabilmente. Non vi sono certamente i presupposti perché oggi sulla superficie vi possa esistere alcuna forma di vita, animale o vegetale, che sia, fatto confermato dalle precedenti missioni Viking che aggiunsero alla estreme condizioni del pianeta l'alta presenza di ossidanti nei materiali di superficie, altro elemento a sfavore della vita. Tutto ciò apparirebbe desolante me vi è una scappatoia. L'acqua, sotto forma di ghiaccio misto al terreno (permafrost), permane sotto la superficie fino a latitudini medie. Questo situazione consentirebbe, con l'avvicendamento delle stagioni, un parziale scioglimento de permafrost e quindi il crearsi di nicchia adatte a sostenere la vita. E' questo il segreto a cui Phoenix è chiamato a rispondere. Cercare di carpire quale sia il "ciclo dell'acqua" su Marte e se questo ha un'influenza positiva con la possibilità di esistenza di forme di vita. La ricerca sarà aiutata oltre cha dai laboratori di bordo che analizzeranno i campioni raccolti dal lander, una complessa stazione meteorologica che permetterà di monitorare i cambiamenti di stato del ghiaccio in funzione delle stagioni e delle condizioni climatiche. Non ultimo un minuscolo microfono, fornito dalla Planetary Society ci permetterà di "sentire" i rumori di Marte, come il soffiar dei venti, un aspetto curioso e romantico. Phoenix quindi è chiamato ad un compito incredibilmente importante, rispondere alla domanda si dove è andata a finire tutta l'acqua che un tempo era presente sulla superficie di marte e, sopratutto, se sono esistite possibilità, o lo sono tutt'ora, che dei microrganismi o dei vegetali vivano sul Pianeta Rosso? Belle domande vero per questo gli scienziati sono così pieni di aspettative per questa missione. Come sempre dico, staremo a vedere….

 

 La telecamera del braccio

fotografa la "paletta" all'interno del lander

durante il volo di trasferimento

 

 

Stefano CAVINA