Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

 

Luglio 2008 - LA CALDA ESTATE DI MARTE

 

Mentre missioni orbitali e al suolo continuano l'esplorazione di Marte e sulla Terrai si continuano a favoleggiare viaggi spaziali e colonizzazioni sulla Luna e su Marte, con tanto di firme autorevoli su giornali più o meno specializzati, in realtà le cose vanno in modo completamente diverso.

Se da un lato è vero che l'attuale "visione" dello spazio data dall'uscente Presidente americano Bush jr. alla NASA, indica chiaramente quali sono gli obblighi per i prossimi anni dell'Agenzia, in realtà tutti aspettano l'insediamento del futuro Presidente, e con molti timori. Infatti entrambe i candidati alla presidenza si sono dimostrati molto tiepidi nei confronti dello spazio.

Tutto appare incerto come ai tempi del dopo Apollo. I finanziamenti necessari a sviluppare le tecnologie necessarie nei tempi inizialmente previsti, non sono arrivati e per proseguire nella ricerca la NASA si vede costretta già da tempo a, lasciatemi passare il termine, raschiare il fondo del barile ed eseguire tagli di spesa che vanno a compromettere altri importanti programmi d'esplorazione scientifica spaziale.

Per me vecchio appassionato è un sconfortante de ja vu. Ricordo ancora con tristezza che mentre Apollo 11 si posava sulla Luna nel 1969, la NASA doveva già fronteggiare i primi tagli di spesa, che come immediata conseguenza portarono alla eliminazione delle ultime tre missioni lunari (quelle di Apollo 18, 19 e 20 per intenderci) e poi così via altre importanti missioni allo studio.

La possibilità di far scendere l'uomo su Marte con le collaudate tecnologie Apollo si allontanò definitivamente in quei ormai lontano anni '70 del XX secolo. Oggi, agli inizi del terzo millennio, questo obiettivo si allontana ancora per i soliti motivi: mancanza di volontà politica, di finanziamenti adeguanti e sopratutto di una motivazione che possa far mettere da parte interessi di parti e coniugare l'ideale dell'opinione pubblica. <<La corsa allo spazio è inutile i finanziamenti devono andare al benessere dell'umanità>> così si gridava allora. Ma poi a tutti gli affetti cosa abbiamo risolto? Abbiamo visto miglioramenti significativi nella conduzione umana delle cose? No! Questo modo di dire è una scusa che abbiamo già speso con Apollo e considerato che il mondo intorno a noi non mi appare proprio migliorato, spero non venga nuovamente e vergognosamente rispolverata.,

Sinceramente spero di sbagliare e di non essere troppo vecchio quando l'uomo scenderà sul Pianeta Rosso.

 

 

Stefano CAVINA