Gli EDITORIALI

di Stefano CAVINA

 

 

Gennaio 2008 - FRA SPERANZE E MINACCE

 

Fra le più importanti novità del 2008 ci sarà l’arrivo sul pianeta rosso di una nuova missione esplorativa. Ne abbiamo più volte parlato, infatti, si tratta di Phoenix che scenderà sul polo marziano il 25 maggio 2008. Sono sicuro che anche se ignorato dai nostri Media fra gli appassionati e gli addetti ai lavori la tensione per l’avvenimento si farà sempre più alta durante le fasi finali del suo avvicinamento. Tutti hanno memoria di quanto accadde con la perdita del Mars Polar Lander, una missione molto simile a Phoenix, la cui delusione fu enorme. L’incognita del perfetto funzionamento dei sistemi di bordo, l’accensione dei retrorazzi, l’attesa per la conferma della corretta apertura delle tre gambe, il pericolo sempre presente di imprevisti al suolo come crepacci, grandi massi o di una superficie non solida renderanno l’arrivo di questa missione estremamente avvincente e tutti noi non vediamo l’ora di “esserci”. Una volta arrivata poi ci saranno altri momenti critici come l’apertura dei pannelli solari e l’inizio delle prime trasmissioni dati. Inutile dire che tutti ci aspettiamo grandi novità dalle sue analisi perché, potenzialmente, ci potranno svelare alcuni dei capitoli più misteriosi del pianeta, oltre alla eventuale presenza di composti che potrebbero testimoniare la presenza di vita sulla sua superficie. Ma prima di Phoenix ci sarà un altro avvenimento da seguire con attenzione. Mi riferisco alla notizia che un piccolo meteoroide, di circa 50 metri di diametro, potrebbe precipitare su Marte proprio alla fine di questo mese. La roccia, che è stata catalogata con la sigla 2007 WD 5, è stata individuata dagli astronomi che lavorano al rilevamento dei Near Earth Object (NEO) un programma che cataloga tutti quei meteoroidi potenzialmente pericolosi per la Terra. I calcoli, ricavati con gli ultimi dati, hanno indicato che la traiettoria del meteoroide attraverserà l’orbita di Marte con una probabilità del 4% di cadere sul pianeta. Se veramente ciò dovesse accadere sarebbe un evento raro (per quelle dimensioni si calcola una probabilità ogni 10.000 anni) ed interessantissimo per le sue conseguenze, che le navicelle in orbita ed al suolo potrebbero seguire in diretta. L’impatto di WD 5, che si sta avvicinando a Marte alla fantastica velocità di 45.000 km/h avrebbe un effetto simile ad un’esplosione atomica di tre megatoni, e creerebbe un cratere di circa 800 metri di diametro, simile in ampiezza a Victoria il cratere da impatto attualmente esplorato da Opportunity. Ovviamente si tratta solo di congetture, le probabilità che WD 5 cada su Marte sono molto basse ma comunque la notizia in se ci mette nuovamente in guardia su quanto potrebbe accadere al nostro pianeta se un evento del genere dovesse accadere. Sarebbe una catastrofe immane anche solo se si trattasse di un corpo così piccolo. La velocità con cui colpirebbe sarebbe maggiore e l’impatto, che molto probabilmente avverrebbe in mare, genererebbe uno tsunami di proporzioni apocalittiche per le coste adiacenti. Questa attenzione ci deve far pensare quanto non siano sterili le ricerche spaziale e il monitoraggio dei NEO, infatti anche se si potessero censire tutti gli oggetti che potenzialmente ci potrebbero colpire al momento non esiste nessuna contromisura per una simile minaccia. Forse è anche per questo che la NASA ha presentato un progetto chiamato Cradle. Tale progetto prevede un satellite difensivo che dovrebbe trasportare sei razzi intercettori dotati di testate termonucleari  B83 da 1,2 megatoni ciascuna. Il satellite dovrebbe essere messo in orbita nel 2020 in tempo per intercettare l’asteroide Apofis, la cui traiettoria passerà all’interno dell’orbita lunare nel 2029 e poi nel 2031. Certamente sono scenari apocalittici anche perché, sinceramente, non sarei molto tranquillo nel pensare che in orbita ci sono missili termonucleari, tipo il film Space Cowboys, i cui obiettivi potenzialmente soni illimitati. Comunque voglio credere sempre nelle buone intenzioni dell’umanità e per questo che auspico a tutti un buon 2008.

 

Stefano CAVINA