EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

 

 

MARTE SI SCALDA ! DI CHI LA COLPA ?

 

Per una volta devo uscire dai canonici editoriali “marziani” per esprimermi contro gli allarmismi continui e catastrofici che stanno passando per i Media sulla condizioni del clima del nostro pianeta. Per manifestare lo sconforto che provo nell’ascoltare le castronerie che un Ministro dell’Ambiente (e questo è grave e ridicolo nello stesso tempo) è capace di dire in pubblico dimostrando di non conoscere la materia su cui deve legiferare e mandando messaggi stupidi ad un popolo che mi auguro ragioni con la propria testa e non si “beva” tutto ciò che politici e giornali vogliono farci credere. Le temperature in Italia non sono aumentate di 4 volte negli ultimi 136 anni ma bensì di 0,43! Non che l’inquinamento sia da ignorare, anzi va considerato una piaga umana da combattere con il massimo impegno grazie ad una educazione mirata e con giuste leggi che coinvolgano gli industriali. Ma da qui andare a dire che siamo sulla catastrofe per colpa nostra mi pare proprio esagerato (ed anche a molti altri scienziati nel mondo, le cui voci di protesta su questo catastrofismo sono sempre soffocate senza alcuna ragione apparente). Sia chiaro cari lettori che non vi sono termini di paragone per valutare se effettivamente il riscaldamento planetario che stiamo subendo sia da attribuire esclusivamente alle attività umane ed alle sue fabbriche. Certamente l’umanità industriale crea inquinamento, avvelena fiumi ed ammorba l’aria delle città, ma forse il problema sta da un'altra parte e solo che forse per interessi nascosti si preferisce incolpare totalmente l’umanità nel tentativo di farci comperare qualcosa, cambiare lo stile di vite per interesse di qualche multinazionale. 136 anni di misure climatiche sono nulla rispetto ai 4.7 miliardi di anni di vita del nostro pianeta. Perché non ammetterlo. E’ impossibile e sbagliato prendere come dato statistico assoluto la misura delle temperature del pianeta dell’ultimo secolo perché non vi è assolutamente modo di calcolare numeri che abbiano un senso scientifico se non una tendenza! Il nostro pianeta ha una storia lunga e violenta, legata alla sua natura ancora calda ed esplosiva, alle condizioni del sistema solare e della sua Stella, quel reattore termonucleare che quotidianamente ci da luce e calore per vivere. Pensateci bene, che ci sia vita sulla Terra è vero un miracolo. Se il nostro pianeta non avesse le giuste dimensioni, non fosse alla distanza giusta dal Sole e se questo generasse solo un grado in più (si fa per dire) di calore, la vita come noi la conosciamo non esisterebbe. Forse saremmo simili a Venere, con temperatura in grado di far sciogliere il piombo, un atmosfera velenosa con una pressione impossibile (e non per colpa nostra). Pensiamoci bene, non conosciamo tutti i fenomeni legati al ciclo di aggregazione, nascita e sviluppo di un pianeta. Gli elementi geologici e climatici in nostro possesso dimostrano che la Terra, nel corso delle ere, ha subito estinzioni catastrofiche (e noi continuiamo a parlare solo di quella dei dinosauri come fosse stata l’unica) è stato bombardato da innumerevoli planetoidi, ha subito glaciazioni (i cui meccanismi ci sono in parte ancora ignoti) e periodi terribilmente caldi. Ecco forse ora sarebbe il caso di esaminare seriamente questo dato: periodi caldi. E perché non partire proprio da Marte un pianeta freddo e desolato. Come ci potrebbe aiutare lo studio e l’esplorazione di questo pianeta. Il pianeta rosso è sotto “stretta sorveglianza” da oltre 10 anni e fra le varie cose notate dai planetologi è che nel corso degli anni il suo clima si è cambiato scaldandosi! Sembra impossibile, direte voi, ma la realtà delle immagini e i dati provenienti dallo studio dei poli marziani ci mostrano chiaramente che i ghiacci che si sciolgono a primavera, l’anno dopo ricompaiono in misura minore. Questi sono fatti e su Marte l’uomo non c’è a creare effetto serra. Allora perché Marte si scalda? Non potrebbe essere l’effetto di uno dei tanti cicli che periodicamente attraversano il nostro sistema solare. Potrebbero essere una fase ancora non ben conosciuta del nostro stesso Sole. Chi ci guadagna ad accusare l’uomo di tutto quello che accade al pianeta? Se la terra si scalda forse come prima azione sarebbe il caso di cambiare i ministri dell’ambiente ed ascoltare di più gli scienziati come Lori Fenton, che guida un gruppo di scienziati della NASA, che alla domanda di un giornalista sulle cause del cambiamento climatico terrestre, risponde: "Il cambiamento climatico della Terra è influenzato da un enorme numero di fattori, alcuni probabilmente causati dall'uomo, ma molti altri da fenomeni naturali. La maggiore difficoltà per un'analisi oggettiva è isolare i fenomeni, estrapolando i dati di interesse. Se fosse semplice, non ci sarebbero punti di vista così contrastanti."

 

 

Più caldo al polo nord marziano

come dimostrano queste due immagini

dove il ghiaccio in più punti non si è più

formato a due anni di distanza.

 

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