EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

 

 

PER MARTE, PRIMA FERMATA: LUNA

 

Questo mese la Cina ha lanciato la sua prima missione lunare.

 

Chang’e-1, il cui nome significa Luna non è sola in questa avventura che rilancia l'esplorazione della Luna dopo la navicella europea SMART 1 (2003-2004), infatti, segue di un mese la missione giapponese Kaguya (dal nome della protagonista di una famosa - per loro -storia popolare). Questi due satelliti saranno raggiunti il prossimo anno dall’indiana Chandrayaan 1 (letteralmente in sanscrito: satellite lunare) e dalla statunitense Lunar Reconnaissance Orbiter.

 

Se le Agenzie manterranno le promesse fatte (ed i Governi i soldi necessari) il 2020 - ad oggi - appare essere il decennio decisivo per il ritorno dell’uomo sulla Luna. Queste missioni, infatti, costituiscono solo la prima ondata di un’armada di robots, il cui scopo principale è studiare in modo approfondito il nostro satellite, la sua natura e le sue risorse, per dare inizio alla preparazione dei primi avamposti umani sul nostro satellite.

 

Con questi presupposti, in linea teorica, lo sbarco del primo uomo su Marte è verosimilmente ipotizzabile entro il 2040. Peccato, perché speravo di poterlo vedere prima di essere decrepito. Senza la speranza di un miracolo tecnologico o umano, non vi è più alcun dubbio che si debba aspettare più di trent’anni prima di poter veder partire una missione esplorativa umana sul pianeta rosso,

 

 

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