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MA LA
VITA E' SOLO CARBONIO OPPURE?
Leggiamo
dai giornali di un nuovo studio emanato del National Research Council’s (NCR)
Space Studies Board, un ramo della National Academy of Science
statunitense, che invoca la necessità che di cambiare l’approccio a Marte
mosso in questi ultimi anni sotto il titolo seguiamo l’acqua, debba
cambiare per dare un impulso maggiore alla ricerca della vita su Marte, un
cambiamento che potremmo definire con il titolo seguiamo il carbonio,
ciò non esclude la ricerca di altre importanti chiavi di vita ma
chiaramente noi conosciamo bene la vita basata sul carbonio e di
conseguenza ci risulterebbe molto
difficile riconoscere una vita di tipo diverso – per esempio basata sul
silicio – se non vedessimo saltellare davanti a noi una pietra che ci
recita il teorema di Pitagora (che nel suo mondo avrà ovviamente un altro
titolo).
Fin dall’inizio
questa piccola rubrica elettronica ha sottolineato l’epocale importanza di
scoprire nuove forme di vita aliene alla Terra e l’implicazione etico
religiosa che tale scoperta avrebbe (Dio non ha forse creato l’uomo a sua
immagine e somiglianza?) - La scoperta d’evidenze di vita passata o
presente su Marte quindi avrà un impatto emotivo sull’intera umanità.
Un’importanza tale da cambiare la visione eliocentrica della vita
terrestre sotto una visione universalmente più grande.
La relazione dell’NCR
evidenza dell’importanza di recuperare al più presto campioni di suolo
marziana, prelevati in siti scelti con accuratezza – per esempio quelli
nei quali abbiamo rilevato emissioni di metano – per poi poterli
analizzare con la giusta strumentazione ed in piena sicurezza prima che la
presenza di esploratori umani sul pianeta rosso possa disturbare o
inquinare questi siti – sappiamo tutti come sia virtualmente impossibile
sterilizzare tutto tanto meno l’uomo stesso che da solo porta una infinita
varietà di batteri che vivono in simbiosi con noi.
Il report analizza
anche il metodo miglior per perseguire questo obiettivo in tempi brevi e
con costi sostenibili indicano necessariamente l’unione degli sforzi di
più nazioni al fine di massimizzare gli obiettivi, distribuendo nel tempo
diverse missioni specializzate da inviare in siti diversi.
Queste linee guida
si spera diventeranno operative prima dell’invio del Mars Science
Laboratory, il rover esobiologico che la NASA ha in progetto di inviare su
Marte nel 2009 (o 2011), meglio ancora
poterle includere nel rover esobiologico europeo Exo-Mars che l’ESA ha
allo studio per il 2012.
Il Direttore
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