EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

 

MA LA VITA E' SOLO CARBONIO OPPURE?

 

 

Leggiamo dai giornali di un nuovo studio emanato del National Research Council’s (NCR) Space Studies Board, un ramo della National Academy of Science statunitense, che invoca la necessità che di cambiare l’approccio a Marte mosso in questi ultimi anni sotto il titolo seguiamo l’acqua, debba cambiare per dare un impulso maggiore alla ricerca della vita su Marte, un cambiamento che potremmo definire con il titolo seguiamo il carbonio, ciò non esclude la ricerca di altre importanti chiavi di vita ma chiaramente noi conosciamo bene la vita basata sul carbonio e di conseguenza ci risulterebbe molto difficile riconoscere una vita di tipo diverso – per esempio basata sul silicio – se non vedessimo saltellare davanti a noi una pietra che ci recita il teorema di Pitagora (che nel suo mondo avrà ovviamente un altro titolo).

Fin dall’inizio questa piccola rubrica elettronica ha sottolineato l’epocale importanza di scoprire nuove forme di vita aliene alla Terra e l’implicazione etico religiosa che tale scoperta avrebbe (Dio non ha forse creato l’uomo a sua immagine e somiglianza?) - La scoperta d’evidenze di vita passata o presente su Marte quindi avrà un impatto emotivo sull’intera umanità. Un’importanza tale da cambiare la visione eliocentrica della vita terrestre sotto una visione universalmente più grande.

La relazione dell’NCR evidenza dell’importanza di recuperare al più presto campioni di suolo marziana, prelevati in siti scelti con accuratezza – per esempio quelli nei quali abbiamo rilevato emissioni di metano – per poi poterli analizzare con la giusta strumentazione ed in piena sicurezza prima che la presenza di esploratori umani sul pianeta rosso possa disturbare o inquinare questi siti – sappiamo tutti come sia virtualmente impossibile sterilizzare tutto tanto meno l’uomo stesso che da solo porta una infinita varietà di batteri che vivono in simbiosi con noi.

Il report analizza anche il metodo miglior per perseguire questo obiettivo in tempi brevi e con costi sostenibili indicano necessariamente l’unione degli sforzi di più nazioni al fine di massimizzare gli obiettivi, distribuendo nel tempo diverse missioni specializzate da inviare in siti diversi.

Queste linee guida si spera diventeranno operative prima dell’invio del Mars Science Laboratory, il rover esobiologico che la NASA ha in progetto di inviare su Marte nel 2009 (o 2011), meglio ancora poterle includere nel rover esobiologico europeo Exo-Mars che l’ESA ha allo studio per il 2012.

 

 

Il Direttore