EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

NUOVI INDIZI SULLA VITA SU MARTE

 

Chi di voi si ricorda di altri miei editoriali quali, per esempio, SU MARTE LA VITA AMA IL FREDDO (marzo 2005)  oppure ANCORA SULLA VITA SU MARTE (febbraio 2006)? A ben rileggerli il tema era sempre lo stesso, la tenacità della vita e l'unica possibilità che essa sopravviva in ambienti più adatti a proteggerla dalle micidiali radiazioni ultraviolette che la superficie di Marte riceve senza alcuna protezione da parte della sua tenue - e priva di ozono - atmosfera. La recente scoperta da parte di Odyssey - finalmente aggiungiamo noi - di caverne induce a credere che proprio in quei luoghi si concentreranno le prossime esplorazioni. I fori "visti" o meglio ancora "percepiti dai delicati strumenti termici della navicella inducono a pensare si tratti di voragini aperte su sottostanti canali sotterranei scavati dal fluire di antiche colate laviche, ma è proprio in questi luoghi protetti dalle radiazioni, la cui luce comunque penetra dall'altro, senza colpire direttamente che possono essersi mantenute, se non addirittura sviluppate potenzialità di vita marziana. L'eccitazione della scoperta da parte degli scienziati americani è grandissima. Gia da tempo si cercavano sulla superficie questi varchi su un mondo sotterraneo e vicino a fonti d'acqua - seppur gelata - che lascia libere le più sfrenate fantasie ma che indubbiamente pone con maggior forza la questione atavica: c'è vita su Marte?

 

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