EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

Ottobre 2006 – Nelle parole di Confucio

 

Novità positive per la visione americana di ritornare sulla Luna. Un nuovo sondaggio fra la popolazione – l’ultimo di tre sponsorizzati da un gruppo di industrie coinvolte nella esplorazione spaziale - ha dimostrato senza ombra di dubbi che più dei due terzi degli americani sono d’accordo con la politica della NASA di completare la stazione spaziale, che è ripresa questo mese con il volo dello shuttle STS 115, entro il 2010, di ritirare la flotta di shuttle per dedicare tutte le energie nella realizzazione della nuova navicella Orion e dei nuovi vettori Ares I e V. Ora l’obiettivo di scendere con un equipaggio sulla Luna è slittato al 2018, ma i preparativi per questo nuovo progetto sono in piena realizzazione. I contratti per le navicelle, i vettori e le infrastrutture sono già stati assegnati, manca solo quello per il modulo lunare, ma è questione di pochi mesi. Se l’obiettivo Luna appare consolidato, molto più lontano appare quello di Marte. Utile ad una eventuale accelerazione dei tempi anche sotto la spinta dei cinesi che hanno annunciato un programma spaziale aggressivo che porterà la prima sonda sulla luna entro il 2020 ed il primo cinese sulla luna o intorno ad esse quattro anni dopo.

Con la Russia che soffre per mancanza di denaro e volontà spaziale, la spinta di una Cina emergente farà certamente da leva all’orgoglio americano, infatti, quello che oggi manca agli statunitensi per mantenere l’attuale leadership nello spazio anche in futuro non è certamente il consenso della popolazione, ne la mancanza di investimenti, quello che serva alla NASA è solo una forte volontà politica che appoggi la visone di tornare sulla Luna entro il 2020 e di scendere su Marte entro il decennio seguente. Lo stesso Amministratore della NASA ha dichiarato che questi obiettivi potrebbero essere raggiunti prima se solo ci fosse un convinto appoggio politico, ma il suo recente viaggio in Cina, in cerca di alleanze e per valutare le vere intenzioni dei cinesi, la dice sulla lunga sulle difficoltà che stà incontrando la NASA nel realizzare, da sola, il ritorno sulla Luna. Quasi consapevole delle difficoltà degli americani il direttore dell'ente spaziale cinese ha donato a Griffin un libro di massime di Confucio dicendogli che quando che se ne leggerà solo la metà, sarà già in grado di comprendere e dirigere meglio la NASA!

 

Il Direttore