EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

L'INVASIONE DI MARTE

 

In questi ultimi anni le nostre conoscenze su Marte sono notevolmente aumentate grazie alle stazioni scientifiche messo in opera dall’uomo. Mentre in orbita continua imperterrito il telerilevamento grazie alle navicelle Mars Global Surveyor, Mars Odyssey e Mars Express, sulla superficie Spirit e Opportunity, la cui missione primaria era di 90 giorni, continuano imperterriti la loro esplorazione da ormai da tre anni, e questo nessuno se lo sarebbe mai aspettato. La longevità di queste due meraviglie della ingegneria, magistralmente gestite da un formidabile team di giovani tecnici e scienziati, sta dando enormi soddisfazioni ed una quantità tale di dati scientifici da poter riscrivere con certezza la storia geologica dei siti che stanno esplorando. La loro esplorazione continua a scoprire nuove formazioni, rocce e stratificazioni che hanno interagito con l’acqua cambiandone la composizione chimica, aprendo nuove e inedite ipotesi sul passato di Marte, un passato che umido e potenzialmente in grado di ospitare la vita. Se Opportunity ci aveva segnalato fin dagli inizi che su Meridiani Planum un tempo esisteva un grande mare, al contrario Spirit inizialmente ci aveva mostrato l’aridità del cratere di Gusev non trovando alcuna importante traccia d’acqua nelle pietre esaminate. Ora però dopo due anni di lavoro (otto volte più di quello per cui era stato progettato) ed essere salito sulla colline Columbia il rover ha trovato la prove che il suolo delle colline è stto cambiato dall’acqua che ha percolato nelle fessure delle rocce vulcaniche  cambiandone le composizione chimica e confermando che un tempo l’acqua era presente anche nell’area di Gusev.

Ora con l’approssimarsi del secondo inverno marziano i rover continuano operosi la loro esplorazione ma i segni della “vecchiaia” si fanno già sentire. Spirit ha perso l’utilizzo del RAT, che dopo aver abraso quindici rocce i suoi denti si sono talmente consumati, da non essere più utilizzabili, (da progetto ne doveva molare solo tre). Restano attive però le spazzole metalliche pronte a togliere dalle rocce la polvere che le ricopre e che ingannerebbe agli spettrometri nel determinare l’esatta composizione minerale delle pietre. Dall’altro lato di Marte, Opportunity non sta certo meglio. Il motorino che guida la ruota anteriore destra ha smesso di funzionare otto mesi, fa mentre il braccio robotico ha un cavo che si stà rompendo nella giunzione principale. Ciò nonostante il rover può ancora sterzare con le altre tre ruote mentre il braccio può essere ancora usato se si da maggiore corrente al motore dello snodo e lo si evita di piegare. Quindi per il 2006 ci possiamo aspettare da queste due meraviglie una nuova stagione di perlustrazione, mentre al gruppo d’esploratori in orbita si aggiungerà presto un nuovo compagno, il Mars Reconnaissance Orbiter, che partito nell’agosto del 2005 raggiungerà fra pochi giorni (10 marzo 2006) il Pianeta Rosso

 

Il Direttore