EDITORIALE

di Stefano CAVINA

 

APRILE 2006 – IL PICCOLO PRINCIPE

 

Nel 2005 un gruppo d’astronomi ha scoperto Apophis, un asteroide di 320 metri di diametro che si muove fra il Sole e la Terra su di un’orbita molto ellittica e variabile. I primi dati orbitali lo davano in probabile collisione con il nostro pianeta nel 2029, notizia poi fortunatamente smentita ma solo per rinviare il fatale incontro al 2036. La caduta di un asteroide di queste dimensioni sul nostro pianeta produrrebbe un’esplosione immane creando sulla terra un cratere di enormi dimensioni, od un’immensa onda anomala se finisse in mare. In ogni caso significherebbe l’annientamento della vita animale e vegetale a migliaia di chilometri dal punto d’impatto, se non l’estinzione della stessa vita umana se a colpirci fosse un planetoide di dimensioni di superiori.

Questa notizia apparve per molti come una fanfaluca giornalistica ma non è così. Il pericolo che il nostro pianeta possa essere colpito da minimontagna cosmica non è solo una probabilità statistica, è una realtà che l’umanità non è preparata ad affrontare.

Certo Apophis ha solo una probabilità su 5000 di colpire il nostro pianeta, ma quanti altri oggetti esistono nelle nostre immediate vicinanze che potrebbero colpirci? Non lo sappiamo. Catastrofismo a parte, esistono al mondo organizzazioni e scienziati impegnati da tempo nella ricerca e catalogazione dei frammenti cosmici - i cosiddetti Near Earth Orbit (NEO) - che orbitano pericolosamente nelle vicinanze del nostro pianeta, alla ricerca di possibili di oggetti in rotta di collisione.

Questa ricerca è indispensabile perché l’unica possibilità per tentare di mettere in piedi una soluzione per deviare il fatale proiettile cosmico esiste solo se si scopre in tempo il pericolo. Una di queste organizzazioni è la B612 Foundation fondata nel 2002 da Rusty Schweickart, uno degli astronauti Apollo scesi sulla Luna negli anni ’70. L’aver visto la Terra dalla Luna, così piccola ma immensamente bella e fragile ha motivato il proposito di Rusty Schweickart di difenderla da un pericolo reale e subdolo. Non a caso B612 è il nome dell’asteroide che Antoine De Saint-Exupéry cita nella sua novella Il Piccolo Principe.

A differenza delle altre associazioni, che si limitano ha cercare e catalogare i NEO, i propositi della B612 Foundation è quello di apprendere quanto più possibile sulla natura degli asteroidi e delle comete che sciamano all’interno del Sistema Solare e preparare il mondo a difendersi dal pericolo di una collisione incentivando la creazione di un network mondiale di allertamento. Il progetto non richiede investimenti milionari per contribuire bastano apparecchiature relativamente poco costose che molti gruppi astrofili possiedono ed è proprio a loro che la B612 Foundation si rivolge. 

Pianeta Marte nel suo piccolo può solo fare da megafono all’iniziativa augurandosi che anche in Italia possa nascere un servizio di sentinelle cosmiche a difesa dell’umanità

 

Il Direttore