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di Stefano CAVINA
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SU MARTE LA VITA AMA IL FREDDO
Grandi estensioni di ghiaccio
sotterranee, presenza di vapore acque, formaldeide e metano su alcune aree
precise, infine il riconoscimento, da parte di Express, di quello che potrebbe
essere un “pack” marziano, un antico mare gelato con tanto di iceberg e lastroni
di ghiaccio, (immagini peraltro già effettuate dal Mars Global Surveyor nel
2000). Queste scoperte hanno nuovamente portato fermento nella comunità
scientifica internazionale, e già parte dei ricercatori parla apertamente di
vita marziana come un fatto attuale. Conferme in tal senso si sono avute durante
la prima conferenza internazionale sui risultati di Mars Express, che si è
tenuta il 21-25 febbraio a NoorwiJk, in Olanda. Il tema, anche se non è mai
stato affrontato direttamente è la vita sul Pianeta Rosso non in termini di
tempo passato ma di presente!
Le incertezze sono ancora molte ma le ultime scoperte sono indicatori di vita così marcati che non è possibile tenere nascosta la possibilità che scavando appena sotto la superficie non vi si possa trovare colonie di batteri e, se vogliamo essere più arditi anche una qualche sorta di vegetazione primitiva. Sappiamo che l’arido e sterilizzato ambiente marziano impedisce forme di vita superficiali (almeno secondo le nostre conoscenze), ma appena sotto la superficie, oppure in profondità esistono grandi estensioni di ghiaccio, di permafrost (ghiaccio misto a terreno come nelle tundre siberiane) se non addirittura laghi sotterranei. Nulla impedisce che la vita possa esistere attualmente su Marte e, come abbiamo più volte detto da queste pagine, si tratta solo di cercare nei posti giusti.
Se
le ipotesi dell’esistenza di “pack” marziani ricoperti da strati di cenere
vulcanica dovesse essere confermata si avrebbe una nuova notevole spinta alla
possibilità di una vita marziana moderna. Noi sappiamo che le proibitive aree
circumpolari terrestri sono vitali.
Ci sono
microalghe che si sviluppano nelle crepe dei ghiacciai, nelle fessure degli
iceberg e soprattutto sotto le tavole di pack alla deriva, creando incredibili
habitat per comunità microbiche e criopelagiche. Inoltre esistono licheni ed
alcune muffe che crescono e vivono in Antartide anche sul lato immerso della
banchisa o del pack! La loro presenza permette a piccoli organismi come batteri,
protozoi e collemboli, tutti di dimensioni prossime al millimetro, di
svilupparsi e proliferare. E’ mai possibile ipotizzare scenari simili per Marte?
Le prime conferme sull’esistenza dei pack e di giacimenti acquiferi e gelati sotto la superficie le avremo nel mese di maggio 2005, quando sarà dato il via libera all’estensione delle antenne del radar ad apertura sintetica MARSIS, Gli impulsi elettromagnetici EM emessi da Express attraverseranno agevolmente ed in forma assolutamente innocua il suolo di Marte ed il ghiaccio sino ad impattare contro le rocce e “rimbalzare” tornando verso la superficie dove opportuni sensori (la stessa fonte d'emissione può anche ascoltare…) come cronometri precisissimi misurano il tempo impiegato dalle onde elettromagnetiche per raggiungere gli strati rocciosi e tornare indietro. Più gli strati rocciosi sono lontani (fondovalle) maggiore sarà quel tempo, viceversa aree sopraelevate come i versanti delle montagne saranno più vicini alla sorgente energetica e quindi daranno origine a registrazioni temporali più brevi. Risultato, senza fare buchi, senza scavare si potrà verificare la presenza di ghiaccio e roccia anche senza vederla, e compilare la prima cartografia sotterranea di Marte individuando, se vi sono, anche la presenza di laghi subglaciali!
Queste misurazioni, che saranno ripetute dal Mars Reconaissance Orbiter, la navicella americana in partenza fra pochi mesi, daranno risposte dalle implicazioni enormi e gli scienziati non nascondono più il loro ottimismo di trovare vita su Marte.
Il Direttore
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